Il manifesto funebre sui muri del paese 7 giorni prima di morire. Il congedo dal mondo di Mario Battistino

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Settembre 2020 13:40 | Ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2020 13:40
Manifesto funebre sette giorni prima di morire

Manifesto funebre in anticipo: sette giorni dopo muore (Ansa)

I suoi funerali si sono celebrati oggi, martedì 22 settembre, alle 10, nella parrocchia di Centallo (Cuneo). Una settimana aveva annunciato la sua morte.

Un manifesto funebre, di quelli che si leggono nelle vie dei paesi, scritto di suo pugno, il commiato estremo di Domenico “Mario” Battistino, 66 anni. 

Il manifesto funebre di Mario Battistino

Che da un anno e mezzo conviveva con un tumore che non avrebbe lasciato scampo: da qualche settimana il peggioramento, l’avvertimento fatale. Che lui ha voluto condividere pubblicamente.

Lascio questa vita terrena nella ‘speranza’ di una vita nuova. I miei ultimi pensieri vanno a Delia, Alessia, Sergio con Vittoria e… Alice, Samuele con Leonardo e Orlando, i fratelli Giorgio e Carlo e tutti i parenti che mi hanno voluto bene.

Un pensiero particolare a tutti gli amici che mi hanno rallegrato in tutti questi anni. Ora affronto questo difficile momento, ma state certi che sarò lì ad attendervi, per aiutarvi quando verrà la vostra ora. Mi raccomando non affrettatevi, datemi il tempo per organizzarmi. Ciao a tutti.

Tanta grazia e calma. E stile. Alla fine un necrologio fai da te, simpatico e tempista, forse a irridere la tetra puntualità dell’ingrata ospite.

Grande lavoratore (al tornio o alla fresa) “Mario” era apprezzato e ben voluto. Attivo e sportivo faceva escursioni e sci di fondo in montagna, amava la pesca e giocava a bocce. Gli piaceva viaggiare, lascia una famiglia affezionata.

“Un grandissimo lavoratore, generoso e altruista, una persona squisita – ricorda l’ex socio alla Stampa -.

Affittiamo il capannone da lui e siamo rimasti in ottimi rapporti. Anche negli ultimi mesi, nonostante il male che lo aveva molto provato, veniva spesso a trovarci, si interessava al nostro lavoro. Un uomo dalle grandi doti umane e professionali. E un caro amico”. (fonte La Stampa)