Marcello Bruzzese ucciso da sicari a Pesaro, il 51enne era sotto protezione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Dicembre 2018 8:49 | Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre 2018 8:49
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Marcello Bruzzese ucciso da sicari a Pesaro, il 51enne era sotto protezione

PESARO – Marcello Bruzzese, 51 anni, calabrese, fratello di un collaboratore di giustizia, è stato ucciso a colpi di pistola in pieno centro a Pesaro. Almeno 30 bossoli sono stati trovati sul luogo dell’esecuzione. Due killer incappucciati hanno atteso il 51enne mentre parcheggiava l’auto in garage. La vittima, scampata a un altro agguato nel 1995, era sottoposta a un programma di protezione speciale.

Poco dopo le 18 del 25 dicembre, due killer incappucciati hanno atteso che parcheggiasse l’auto in garage nella stretta via Bovio, dove abitava con la famiglia da tre anni, per scaricagli addosso una trentina di colpi di arma automatica calibro nove, di cui almeno 15 andati a segno: il 51enne era nell’abitacolo della vettura e si apprestava a scendere.

Bruzzese era già scampato a un agguato di stampo ‘ndranghetista, nel luglio del 1995, a Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, in cui morirono il padre Domenico, 60 anni, e un cognato, mentre lui rimase gravemente ferito.

La vittima, infatti, non era a Pesaro per scelta ma perché sottoposto a uno speciale programma di protezione in quanto fratello del collaboratore di giustizia, Biagio Girolamo Bruzzese.

Il 51enne, originario di Rizziconi (in provincia di Reggio Calabria), era stato trasferito a Pesaro tre anni fa insieme alla sua famiglia. Il luogo era top secret, ma non la sua identità, dato che il suo cognome non era stato modificato. Per i familiari dei pentiti, infatti, è previsto il trasferimento in un posto segreto, per consentire loro di crearsi una nuova vita senza il timore di essere ritrovati e raggiunti dagli affiliati ai clan mafiosi. Ma qualcosa, questa volta, deve essere andato storto e il suo cognome è stato – evidentemente – facilmente rintracciabile dai suoi sicari.

I sicari hanno agito in maniera molto determinata e poi sono scappati a piedi tra le viuzze adiacenti nella zona a traffico limitato. Al momento dell’agguato la strada era deserta e i negozi chiusi. Anche il vicino ristorante aveva da poco chiuso dopo il pranzo di Natale. Bruzzese, conosciuto di vista da alcuni residenti, viene descritto come una persona gentile e riservata.