Bimbo morto in metro, dipendente Atac in ginocchio da mamma: “Colpa mia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 luglio 2015 9:52 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2015 18:01
Marco Grandefronte morto in metro, dipendente Atac in ginocchio da mamma: "Colpa mia"

(Foto Ansa)

ROMA – “È stata colpa mia”, ha detto tra le lacrime e in ginocchio il dipendente Atac indagato per omicidio colposo per la morte di Marco, il bimbo di 4 anni precipitato nel vano dell’ascensore della fermata metro di Furio Camillo. Piangeva e chiedeva perdono a Francesca, la mamma di Marco, che ha visto il figlioletto scivolare via dalle sua mani. E lei, Francesca, piange e lo perdona: “Non ce l’ho con lui, non lo denuncio”.

Federica Angeli su Repubblica scrive che la mamma di Marco e il dipendente sono due vittime della stessa tragedia. Lui intervenuto per aiutare chi era bloccato da un guasto in ascensore, lei che ha visto il suo bimbo precipitare per 20 metri impotente:

“Si terranno domani (lunedì ndr) alle 9.30, in forma strettamente privata, nella sala del Tempietto Egizio del cimitero monumentale del Verano, i funerali laici del piccolo Marco. La famiglia ha chiesto che sia presente il sindaco di Roma Ignazio Marino, mentre ha pregato la stampa di rispettare il lutto e non partecipare. Per domani Marino ha proclamato il lutto cittadino e in concomitanza con l’inizio dei funerali sarà osservato un minuto di silenzio negli uffici del Comune.

Intanto dall’autopsia eseguita sul corpicino è emerso che le lesioni sono compatibili con una caduta dall’alto. A breve verrà ascoltato dai magistrati l’impiegato dell’Atac che ha tentato la manovra “non codificata” per recuperare la madre e il bimbo rimasti intrappolati per 20 minuti nell’ascensore della metropolitana. L’uomo è iscritto nel registro degli indagati, con i due vigilantes dell’Italpol, per concorso in omicidio colposo.

Il tentativo dei tre, definito dall’assessore Guido Improta “un eccesso di generosità”, di salvare la mamma e il figlio è avvenuto solo per accelerare l’intervento poiché gli addetti alla manutenzione non arrivavano. Ieri sera c’è stata una fiaccolata per ricordare il bimbo davanti all’ascensore dove tantissimi cittadini hanno lasciato per tutto il giorno fiori, messaggi, peluche e ceri votivi per esprimere cordoglio e vicinanza ai genitori del bambino. Diverse persone, soprattutto donne e mamme, si sono raccolte in preghiera in silenzio. Qualcuno ha anche lasciato un biglietto: “Un altro piccolo angelo è volato in cielo”.