Marco Guerra, il video dell’uccisione mostrato da Chi l’ha Visto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 giugno 2018 12:35 | Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2018 12:39
Marco Guerra, il video dell'uccisione mostrato da Chi l'ha Visto

Marco Guerra, il video dell’uccisione mostrato da Chi l’ha Visto

PADOVA – La trasmissione “Chi l’ha visto?” [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] ha mostrato alcuni video dell’uccisione di Marco Guerra, il 32enne ucciso con un colpo di pistola dal maresciallo dei carabinieri Marco Pergoraro nelle campagna di Carmignano Sant’Urbano.

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I video erano stati acquisiti dalla procura di Rovigo che ha coordinato le indagini e portato a giudizio il militare con l’accusa di omicidio per eccesso colposo di legittima difesa. I carabinieri erano intervenuti nella mattina del 29 luglio 2015 dopo che il ragazzo aveva iniziato a creare problemi.

Uno dei video registra il dialogo tra Pegoraro e un altro carabiniere. Mauro è steso a terra, nei campi di Carmignano, probabilmente è già morto. “Lo hai beccato, maresciallo?”, chiede al suo superiore il carabiniere. “Sì”, risponde. “Hai fatto bene, marescià hai fatto bene. Quel bastardo, figlio di t…”.

Il dialogo avviene dopo ore disperate, in cui i carabinieri sin dal mattino tentavano di portare in ospedale il giovane Guerra perché ritenevano che avesse manifestato seri disturbi psichici e che fosse pericoloso per se stesso e per gli altri.

“Avete un mandato? – chiede Guerra – dov’è il mandato?”, chiede ai tre o quattro militari che gli stanno intorno dapprima sulla soglia di casa, al cancello, e poi fin dentro casa in cortile, dove a quel punto il 32enne sembra perdere completamente lucidità e imbraccia il bilanciere con il quale si allenava e comincia a sbatterlo violentemente a terra. La fuga tra i campi Mauro Guerra dopo mezzo pomeriggio passato sotto il sole a cercare di allontanare i carabinieri, è fuori di sé, sragiona. “Chi viene a casa di Balan? chi viene a rompere i c…, andatevene!” urla rivolgendosi sia ai militari che a suo padre. Alle immagini girate in casa seguono quelle nei campi dove il giovane era corso per sottrarsi ai militari che lo volevano portare in ospedale. Erano riusciti ad ammanettarlo, ma Mauro era riuscito a svincolarsi e a scappare. È lì, in mezzo ai campi, che avviene l’omicidio: il 32enne stava picchiando un appuntato, che riporterà ferite sul capo guaribili in quaranta giorni. Pegoraro che lo insegue crede invece che Guerra voglia uccidere il collega.

La difesa di Pegoraro sostiene che il carabiniere abbia rispettato il protocollo d’azione in casi “psichiatrici” come quello che, secondo i militari, era attribuibile a Guerra quel pomeriggio. L’accusa invece ritiene che Pegoraro abbia agito superando il limite che gli imponeva la legge, e che abbia condotto Guerra all’esasperazione facendo precipitare la situazione. ì