Marco Gusmini morto schiacciato dal crocifisso di Cevo: don Panteghini e don Chiapparini assolti

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 febbraio 2018 7:46 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2018 8:08
Marco Gusmini ucciso dal crocifisso di Cevo: don Panteghini e don Chiapparini assolti

Il crocifisso di Cevo

CEVO (BRESCIA) – Monsignor Ivo Panteghini e don Santo Chiapparini non sono responsabili della morte di Marco Gusmini, il giovane di 21 anni di Lovere che nell’aprile del 2014 è rimasto ucciso a Cevo, in Valcamonica (Brescia), schiacciato dalla croce del Cristo Redentore progettata da Job.

I due sacerdoti erano stati iscritti nel registro degli indagati, ma il giudice per l’udienza preliminare di Brescia li ha assolti con formula piena. Monsignor Panteghini e don Chiapparini, consiglieri dell’associazione culturale Croce del Papa, avevano scelto la strada del rito abbreviato per difendersi dall’accusa di “non aver adempiuto agli obblighi di manutenzione previsti dal manuale d’uso del manufatto ligneo e, comunque di non aver rispettato le cautele manutentive consigliate dall’ordinaria diligenza, prudenza e perizia, in particolare non provvedendo alla verifica dello stato del legno e alla conseguente catramatura periodica”, riferisce Il Giorno.

Per il tribunale di Brescia i due sacerdoti non hanno responsabilità alcuna per il crollo avvenuto sul Dosso dell’Androla durante un pellegrinaggio giovanile.

Il Giorno ricorda che resta invece aperto il processo a carico del presidente dell’associazione, Marco Maffessoli, degli altri membri don Filippo Stefani, Elsa Belotti e Bortolino Balotti e del direttore dei lavori Renato Zanoni. Nell’ultima udienza i consulenti della Procura hanno sottolineato che a causare il crollo è stata l’acqua che ha fatto marcire il legno: “Bastava un controllo per accorgersene”, sostengono.