Marco Parma, preside cancella Natale lascia l’incarico

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Novembre 2015 12:19 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2015 12:19
Marco Parma, preside cancella Natale lascia l'incarico

Marco Parma, preside cancella Natale lascia l’incarico

MILANO – Alla fine il preside che voleva cancellare il Natale si è arreso. E ha deciso di lasciare l’incarico. Dopo le polemiche per l’organizzazione di una festa di Natale ‘laica’, il preside Marco Parma ha rimesso il mandato di reggente ma limitatamente alla scuola primaria dell’istituto comprensivo Garofani di Rozzano.

La decisione di Marco Parma, infatti, nei giorni scorsi aveva causato un vero e proprio caso politico. Sabato 28 novembre il preside era stato anche convocato dall’ufficio scolastico proprio per dare spiegazioni sulla sua strana scelta. Contro il preside erano insorti soprattutto gli esponenti del centrodestra, Matteo Salvini e Maurizio Gasparri su tutti. Parma ha difeso la sua scelta ma alla fine ha preferito dimettersi.

L’Istituto comprensivo Garofani a Rozzano è frequentato da un migliaio di studenti, dalle materne alle medie. Il 20% sono di origini straniere. Per questo il preside ha deciso di rinviare il solito Concerto di Natale dei bimbi delle elementari al 21 gennaio, trasformandolo in concerto di inverno, mentre quelli delle medie terranno l’evento natalizio il 17 dicembre in un teatro fuori scuola. “Le beghe degli adulti non devono ricadere sui bimbi e a me interessa solo che a scuola ogni momento sia condivisibile per tutti e che nulla possa creare imbarazzo o disagio a qualcuno – aveva detto ieri mentre infuriavano le polemiche – Credo sia un passo avanti verso l’integrazione e non indietro rispettare la sensibilità di chi la pensa diversamente, ha altre culture o religioni – ribatte il preside – Questa è una scuola multietnica, sarebbe stato giusto se nelle feste di classe una parte dei bambini avessero cantato della canzoni dalle quali erano esclusi altri? e poi dopo quello che è successo a Parigi qualcuno lo avrebbe considerato una provocazione”.