Omicidio Marco Vannini, la madre a Giallo: “Avevano deciso che doveva morire”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2020 21:47 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2020 21:47
Omicidio Marco Vannini, la madre a Giallo: "Avevano deciso che doveva morire"

Omicidio Marco Vannini, la madre a Giallo: “Avevano deciso che doveva morire”

ROMA – Marina Conte, la madre di Marco Vannini, ha rilasciato alcune dichiarazioni al settimanale Giallo.

La donna si fa alcune domande sul comportamento del figlio e della famiglia Ciontoli, sicura che certe modalità non siano corrette.

“Marco non avrebbe mai consentito a nessuno di entrare in bagno mentre era nudo. Non lo concedeva nemmeno a noi che eravamo i suoi genitori”.

Secondo Marina Conte c’è un dettaglio che nasconde la verità.

“Mio figlio dopo essere stato ferito è stato portato in bagno nella vasca e lavato per togliere tutte le tracce di quello che era realmente successo. Anche la casa è stata ripulita.

Altro punto a favore di questa tesi è la scomparsa della maglietta che Marco indossava quando è andato a casa della fidanzata. Da quella maglietta si sarebbe potuto vedere il foro di entrata del proiettile e capire alcune dinamiche dello sparo, invece è scomparsa”.

Poi aggiunge: “Avevano deciso che Marco doveva morire. Anche perché fosse rimasto in vita avrebbe raccontato la verità”.

“Lo hanno ammazzato e mi sono venuti a raccontare una storia che non è vera. Purtroppo non saprò mai quello che avvenne davvero in quella casa, né saprò mai perché spararono a mio figlio, né chi di loro fece fuoco. So, però, quello che è accaduto dopo”.

“Mio figlio è rimasto ferito senza che nessuno avvertisse i soccorsi per 110 minuti …”, ha detto la donna.

Mamma Marina è più decisa che mai ad arrivare alla verità, dichiarando: “Io e mio marito non ci fermeremo finché gli assassini di Marco non saranno in carcere”.

Appuntamento il prossimo 8 luglio in tribunale, dopo che la sentenza di secondo grado è stata annullata dalla Corte di Cassazione

Il nuovo processo inizierà proprio partendo da tale presupposto. Ad Antonio Ciontoli e i suoi familiari sarà contestato il reato di omicidio volontario. 

I giudici dovranno esaminare la presunta “condotta omissiva” da parte degli imputati.

I genitori di Marco non hanno mai creduto alla cosiddetta “versione ufficiale” fornita da Antonio Ciontoli, ovvero, che l’ex militare avrebbe ferito accidentalmente il genero, tramite un colpo di pistola partito per sbaglio. Secondo questa versione il ragazzo, nel momento dello sparo, si sarebbe trovato in bagno.

Versione a cui i genitori di Marco non hanno mai creduto. (fonti GIALLO, BLASTING NEWS)