Marco Vannini ucciso in casa della fidanzata, condannata la famiglia Ciontoli, ma “a poco”. Proteste in aula

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 aprile 2018 17:12 | Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2018 18:54
Tutta la famiglia Ciontoli è stata condannata per l'omicidio di Marco Vannini

Marco Vannini ucciso in casa della fidanzata, condannata la famiglia Ciontoli, ma “a poco”. Proteste in aula (Foto da Facebook)

ROMA – Tutta la famiglia Ciontoli è stata condannata per la morte di Marco Vannini, ucciso il 18 maggio 2015 a Ladispoli, vicino a Roma, nella casa della fidanzata dopo essere stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco.

Tutte le notizie di Blitzquotidiano in questa App per Android. Scaricatela qui

Tutte le notizie di Ladyblitz in questa App per Android. Scaricatela qui

Ma l’entità delle condanne fa discutere e scatena le polemiche in aula: i giudici della prima Corte d’Assise di Roma hanno infatti riconosciuto l’accusa di omicidio volontario solo nei confronti di Antonio Ciontoli, padre della fidanzata di Vannini, che è stato condannato a 14 anni, contro i 21 chiesti dalla Procura. La moglie, Maria Pezzillo, e i figli Martina e Federico sono stati invece condannati a tre anni per omicidio colposo, mentre la fidanzata di Federico Ciontoli è stata assolta.

I giudici della I corte d’Assise hanno disposto anche una provvisionale di 400 mila euro in favore dei genitori di Marco Vannini.

“Questa decisione è vergognosa, non posso più credere nella giustizia”, ha gridato Marina Vannini, la madre di Marco. “Mi hanno ammazzato il figlio a vent’anni per due volte, questa è una sentenza vergognosa”, ha concluso la donna. La decisione del tribunale è stata accolta con rabbia dai tanti presenti in aula.

Lasciando il tribunale Marina Vannini ha continuato a contestare la decisione dei giudici che hanno riconosciuto l’omicidio volontario solo per Antonio Ciontoli condannandolo a 14 anni di carcere a fronte dei 21 richiesti dalla Procura.

“Riconsegnerò la mia scheda elettorale perché mi vergogno di essere una cittadina italiana – ha affermato la donna -. Loro sono liberi, anzi sono sicura che stanno festeggiando, mentre mio figlio è morto a vent’anni. Quell’uomo ha fatto sì che mio figlio morisse, Marco urlava come un disgraziato in quella casa…e gli dai solo 14 anni?”. E ancora: “quale messaggio arriva dalla giustizia ai giovani? Che puoi uccidere chiunque e andare in giro come se niente fosse. Dentro quell’aula c’è scritto che la giustizia è uguale per tutti. Maledetta quella notte e maledetti loro. Fatevi sentire perché non è giusto che paghino solo le mamme a cui ammazzano i figli. Ho sempre confidato nella giustizia, ma oggi capisco che la giustizia è dalla parte di chi uccide”.

Molte le proteste anche in aula: “Vergogna, oggi uccidete di nuovo Marco”, le grida che si sono sollevate durante la lettura del dispositivo. In molti avevano indosso una maglietta con la foto del giovane ucciso il 17 maggio del 2015 e con la scritta “Giustizia per Marco”. La protesta è proseguita anche fuori dal tribunale dove in molti hanno continuato ad inveire contro la sentenza. “Una decisione ridicola, la faranno franca e a pagare saranno solo i genitori di Vannini”, hanno commentato.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other