Margherita Hack, Tatjana Gjergo su eredità: “Ero di famiglia, non una badante”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Febbraio 2015 9:00 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2015 9:00
Margherita Hack, Tatjana Gjergo su eredità: "Ero di famiglia, non una badante"

Margherita Hack (Foto LaPresse)

ROMA – Tatjana Gjergo, unica beneficiaria dell‘eredità di Margherita Hack, prende la parola. “Non ero una semplice badante, ero una di famiglia“, dice Tatjana in una mail dagli Stati Uniti, dove si trova insieme alla figlia Eda. Le prime parole di Tatjana dopo le accuse delle associazioni di animalisti rimaste senza un euro dopo che la Hack aveva assicurato, in un primo testamento, dei fondi anche a loro. Fondi che Aldo De Rosa, marito della Hack morto nel 2014, ha lasciato interamente alla Gjergo.

Giusi Fasano sul Corriere della Sera riporta le parole di Tatjana:

“«Più che badante mi sentivo una di famiglia ed ero considerata tale» ripete lei. Anche per questo nessuno si stupì quando Margherita aggiunse al suo primo testamento la parte che la riguardava: le sarebbero toccati 100 mila euro e la casa ma in seconda battuta, cioè soltanto «dopo la morte mia e di Aldo», scrisse l’astrofisica.

Ma cinque giorni dopo il suo addio al mondo, il marito mise la firma sotto un finale diverso. Tatjana sarebbe diventata erede universale. Nemmeno un centesimo per le tre associazioni animaliste che Margherita aveva sempre sostenuto e a ciascuna delle quali avrebbe voluto lasciare 20 mila euro: il rifugio Astad, il Gattile e l’Enpa di Trieste, la sua città. Aldo, malato di Alzehimer, è morto a settembre del 2014 e lei, Tatjana, l’ha assistito fino all’ultimo giorno”.

La Gjergo aggiunge:

“«Riguardo al testamento posso dire soltanto che io fin dall’inizio mi sono rimessa nelle mani di professionisti seri e imparziali» giura immaginando che sulla modifica del professore qualcuno possa avanzare dubbi. «Ora mi trovo negli Stati Uniti» scrive, «e dell’eredità che mi è stata attribuita non ho visto nulla fino al momento della mia partenza dall’Italia»”.

Ora la casa che le è stata lasciata è chiusa, mentre Tatjana è dalla figlia che lavora all’università di Chicago come ricercatrice di matematica applicata e fisica, scrive la Fasano:

“Ma i dubbi degli animalisti sul testamento del professor De Rosa sono arrivati Oltreoceano e lei su questo promette tempesta: «Se ci saranno iniziative da intraprendere per tutelare la mia onorabilità e la mia immagine, le prenderò»”.

Il presidente del Gattile, Giorgio Cociani, non crede al testamento redatto da Aldo e soprattutto al fatto che non siano stati lasciati fondi all’associazione che la stessa Hack ha fondato:

“«Non credo che il professore possa aver stravolto le volontà di sua moglie. E poi io l’ho visto subito dopo la morte di lei. Non mi ha nemmeno riconosciuto, era completamente assente…». Nessuno si spinge a parlare di reati ma è lo stesso Cociani a ipotizzare che «chissà, magari dopo tutto questo chiasso interviene la magistratura…»”.

Ma la Gjergo dagli Stati Uniti ribadisce:

“«Conoscevo Margherita da quando mia figlia Eda aveva 10 anni. Eda, che come me ha la passione per le scienze, le scrisse per farle delle domande e lei rispose. Prima di entrare in casa sua ci ha legati un lungo rapporto di affetto e amicizia, non mi ha mai considerata come una donna di servizio e basta».

Sa di avere l’astrofisica dalla sua parte, anche se lei non c’è più. «La Tatjana a me e ad Aldo ci aiuta proprio in tutto» ripeteva a tutti Margherita. «Quando siamo stati male si è occupata della casa e ci ha assistito, se venissero a mancare persone come lei non ce la faremmo…»”.