Maria Luisa Fassi si è difesa disperatamente, uccisa con 40 coltellate

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 luglio 2015 12:57 | Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2015 12:57
Maria Luisa Fassi si è difesa disperatamente, uccisa con 40 coltellate

Maria Luisa Fassi si è difesa disperatamente, uccisa con 40 coltellate

ASTI – “Maria Luisa Fassi si è difesa disperatamente”: è uno dei dettagli che trapelano dall’autopsia sulla tabaccaia di Asti uccisa nel suo negozio. L’arma è un coltello a lama larga e affilatissima, liscio e non seghettato. L’arma non è stata trovata, così come un giallo rimane l’identità dell’assassino e il movente di tanta ferocia.

Una quarantina di coltellate, inferte con ferocia, con la volontà di uccidere, accanendosi su una donna indifesa. E’ questo il numero di fendenti subiti dalla donna, trovata agonizzante, sabato scorso, nel negozio del marito, in corso Volta. L’omicida si è accanito sulla donna colpendola ripetutamente alla schiena, all’addome e ai reni, ledendo irrimediabilmente alcuni organi vitali.

Quel coltello non è stato ancora trovato. La ricerca continua anche lungo le stesse strade che il killer ha percorso, una volta uscito dal negozio dalla porta principale, la stessa dalla quale era entrato. Nel tragitto, tuttavia, nessun occhio elettronico avrebbe rivelato elementi utili agli investigatori. Chi è stato ad accanirsi con così tanta rabbia su Maria Luisa? E perché? Questo si stanno chiedendo inquirenti e investigatori, mentre l’ipotesi della rapina finita in tragedia si allontana sempre di più. Troppa ferocia per giustificare il gesto di un malvivente comune.

Le indagini del comando provinciale dei carabinieri di Asti, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica, Luciano Tarditi, proseguono nel più stretto riserbo. Collaborano non solo i militari del Ris di Parma, ma anche i ‘profiler’ del Ros di Roma. Giovedì, nella caserma Scapaccino di via delle Corse, sono continuate le audizioni dei testimoni, persone che conoscevano bene la vittima. Sentiti anche alcuni amici e vicini di casa della famiglia Fassi, clienti del negozio, dipendenti del ristorante che i genitori avevano gestito fino a due anni fa.