Mariam Parisotto uccisa a 42 anni dal coronavirus dopo 10 passati a lottare contro il cancro

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Maggio 2020 12:43 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2020 12:43
Mariam Parisotto uccisa a 42 anni dal coronavirus dopo 10 passati a lottare contro il cancro

Mariam Parisotto uccisa a 42 anni dal coronavirus dopo 10 passati a lottare contro il cancro (Nella foto Ansa, lo Iov di Padova)

PADOVA  –  Prima il tumore, poi il coronavirus: Miriam Parisotto è morta a 42 anni dopo averne passati dieci a lottare contro il cancro. 

Era seguita dai medici dello Iov, l’Istituto Oncologico Veneto di Padova. E proprio qui è morta. 

Il marito, Fabio Creti,  ha dichiarato a Il mattino di Padova le proprie perplessità sulla gestione del triage allo Iov.

Ha poi aggiunto che la moglie era entrata allo Iov il 13 marzo ed era risultata positiva al tampone fattole il 22 marzo. Con lei anche le due compagne di stanza.

Sulla gestione del triage allo Iov il direttore sanitario Maria Giuseppina Bonavina ha inviato una nota riportata dal Gazzettino:

“Le misure di sicurezza all’Istituto oncologico veneto sono scattate dal 22 febbraio. Il triage esterno è stato attivato il 12 marzo. Chi accede allo Iov è sottoposto a controllo della temperatura e a un breve colloquio, la mascherina è obbligatoria come l’igienizzazione delle mani con apposito gel. Il triage esterno attualmente è attivo dalle 6:30 alle 20, in un primo momento è stato attivo fino alle 19. Il sabato a partire dalle 14 e la domenica il triage esterno è chiuso, ma è comunque attivo quello interno”.

Continua la nota di Bonavina riportata dal Gazzettino:

“L’accesso ai reparti (le porte sono chiuse) è controllato e consentito dal personale sanitario che provvede alle attività tipiche del triage. Sin da subito lo Iov ha seguito le indicazioni dell’Oms, del ministero della Salute e della Regione Veneto con l’obiettivo di tutelare la salute di pazienti, famigliari e personale sanitario.

Per quanto riguarda le visite ai degenti abbiamo limitato gli accessi ad un solo visitatore al giorno per ricoverato, evitando gli assembramenti, per massimo 15 minuti. Inoltre, dal 17 marzo ad oggi continua la campagna di screening attraverso i tamponi orofaringei, secondo le direttive regionali”. (Fonte: Il Gazzettino)