Marianna Manduca uccisa dal marito nel 2007, Cassazione accoglie ricorso figli su risarcimento

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Aprile 2020 13:48 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2020 13:48
marianna manduca

Marianna Manduca uccisa dal marito nel 2007, Cassazione accoglie ricorso figli su risarcimento

ROMA – E’ stato accolto dalla Cassazione il ricorso dei figli di Marianna Manduca, la donna uccisa dal marito nell’ottobre 2007, contro la sentenza della Corte d’appello di Messina che aveva detto no al risarcimento nei loro confronti da 259mila euro da parte della presidenza del Consiglio.

Con una sentenza depositata oggi, mercoeldì 8 aprile, la terza sezione civile della Suprema Corte, accogliendo il ricorso presentato da Carmelo Calì – cugino di Manduca, in qualità di “genitore esercente la patria potestà” sui tre orfani – ha annullato la sentenza di secondo grado e disposto un nuovo procedimento davanti alla Corte d’appello di Catanzaro. Calì, il cugino di Marianna Manduca, ha adottato i tre figli rimasti orfani della mamma. In loro nome si è costituito in giudizio contro la Presidenza del Consiglio dei ministri.

La donna venne uccisa dal marito, Saverio Nolfo, a Palagonia, nel 2007, dopo ben 12 denunce rimaste inascoltate. Nell’udienza svolta il 10 febbraio scorso al ‘Palazzaccio’, il sostituto pg della Cassazione Mario Fresa aveva invece sollecitato il rigetto del ricorso di Calì e la conferma della sentenza della Corte d’appello di Messina, secondo la quale i tre ragazzi orfani dovevano restituire il risarcimento accordato loro in primo grado.

Con questo verdetto emesso dalla Terza sezione civile in materia di “responsabilità dei magistrati”, i supremi giudici hanno accolto il ricorso di che aveva ottenuto la revoca dell’indennizzo con una sentenza che aveva suscitato polemiche e indignazione. Marianna è stata uccisa dal marito Saverio Nolfo, condannato a 21 anni di reclusione in primo grado.

La donna venne uccisa a Palagonia, nel 2007, dopo ben 12 denunce rimaste inascoltate. Nell’udienza svolta il 10 febbraio scorso al ‘Palazzaccio’, il sostituto pg della Cassazione Mario Fresa aveva invece sollecitato il rigetto del ricorso di Calì e la conferma della sentenza della Corte d’appello di Messina, secondo la quale i tre ragazzi orfani dovevano restituire il risarcimento accordato loro in primo grado. Adesso il caso sarà nuovamente esaminato dalla Corte di Appello di Catanzaro designata dalla Cassazione come giudice del rinvio, a seguito dell’annullamento del verdetto emesso dalla Corte di Appello di Messina il 19 marzo 2019 (fonte: Agi, Ansa).