Marijuana legalizzata: la bozza della legge in Parlamento. 5 grammi a testa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 giugno 2015 11:37 | Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2015 11:37
Marijuana legalizzata: la bozza della legge in Parlamento. 5 grammi a testa

Marijuana legalizzata: la bozza della legge in Parlamento. 5 grammi a testa

ROMA –  Auto-coltivazione, uso terapeutico, vendita al dettaglio: su questi tre binari si articolerà la proposta di legge per la legalizzazione della cannabis alla quale ha lavorato l’intergruppo parlamentare promosso dal sottosegretario Benedetto Della Vedova e che ieri ha avuto un’ultima, importante riunione. Il testo potrebbe essere presentato già alla fine di giugno anche se non si tratta di una bozza definitiva.

“E’ un work in progress, ma siamo a buon punto”, sottolinea della Vedova. Seppur promettente la bozza rappresenta infatti solo un inizio e dopo il deposito della proposta di legge in Parlamento si preannuncia battaglia con il centrodestra in larga parte contrario, inclusa Ap che, come sulle unioni civili, sulla cannabis legale appare lontanissima dalle posizioni dei suoi alleati di governo.

Ma all’orizzonte la bozza prevede una vera e propria ‘rivoluzione’ sull’onda di quella messa in campo, nelle settimane scorse, dal Colorado e a partire dalla coltivazione, “consentita a persone maggiorenni, nel limite di cinque piante di sesso femminile, e del prodotto da esse ottenuto”. Numero che aumenta, in forma limitata e proporzionale, in caso di coltivazione della pianta “in forma associata”. Consentita, inoltre, “la detenzione personale di cannabis e dei prodotti da essa ottenuti in misura non superiore ai cinque grammi lordi”.

5 x 1000

La bozza si rifà alle proposte presentate nei mesi scorsi da Sel e M5S e a quella, sulla cannabis terapeutica, del senatore Pd Luigi Manconi. Su questo punto “in via di principio le norme attuali stabiliscono un accesso ma occorre superare incongruenze e vincoli” che ne limitano “l’effettivo utilizzo”, spiega Della Vedova. Novità importanti anche sull’uso commerciale della cannabis, disciplinato – si legge nella bozza –  con lo scopo “di giungere a un sistema di “offerta” in grado di soddisfare (cioè sottrarre al mercato criminale) la ‘domanda’ di cannabis, senza incentivarne né ampliarne il consumo”.

La coltivazione (ad esclusione di quella ad uso personale e della cessione a terzi di piccoli quantitativi), la lavorazione e la vendita della cannabis e dei suoi derivati sarebbero così soggette a monopolio di Stato mentre “l’Agenzia delle dogane e dei monopoli può autorizzare la vendita al dettaglio della cannabis e dei suoi derivati a persone maggiorenni, in esercizi commerciali destinati esclusivamente a tale attività”. Restano, invece, il divieto di fumare cannabis in luoghi pubblici, di lavoro o aperti al pubblico e quello di propaganda pubblicitaria per la cannabis e qualsiasi prodotto derivato.

Tutti punti sui quali in questi giorni arriveranno comunque gli ultimi ritocchi prima che una proposta di legge sia depositata alla Camera. “Nel giro di qualche giorno arriveremo a un testo definitivo, lo spirito è quello di un testo organico, condiviso”, spiega Della Vedova sottolineando la matrice parlamentare e non governativa dell’iniziativa e augurandosi che la proposta di legge “sia sottoscritta anche da parlamentari di centrodestra”. L’intergruppo, infatti, comprende esponenti Pd, M5S, Sel, Misto più Antonio Martino di FI, per un totale di oltre 80 parlamentari.

Ma se 5S esprimono “soddisfazione” per una bozza che “accoglie in gran parte” l’impianto della loro proposta, il senatore centrista Carlo Giovanardi avverte sin da ora: “Non mi risulta che il governo sia orientato verso un provvedimento di legalizzazione della cannabis. Se fosse così, non sarebbe il governo di Ncd”.