Marika Severini gettò feto nel cassonetto: assolta

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Settembre 2015 12:24 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2015 12:24
Marika Severini gettò feto nel cassonetto: assolta

Marika Severini gettò feto nel cassonetto: assolta

ROMA – Marika Severini, la mamma che gettò il feto in un cassonetto davanti al reparto di Ginecologia dell’Ospedale San Camillo a Roma, è stata assolta. Per i giudici della terza sezione penale della Corte d’Assise di Roma il fatto, cioè l’accusa di infanticidio, non sussiste

La tragica vicenda risale a marzo 2013. La giovane romana, all’epoca 25enne, girò per un giorno intero con il neonato chiuso in una busta di plastica per poi sbarazzarsene poco prima di entrare in Pronto Soccorso accusando forti dolori addominali dovuti ad un’emorragia. Ai medici e poi agli inquirenti raccontò di aver nascosto la gravidanza ai familiari perché frutto di un rapporto occasionale.

Secondo le ricostruzioni della difesa la giovane partorì in casa della sorella al Trullo. Erano le 5 del mattino e la mamma, sempre secondo la difesa, convinta che il bimbo fosse nato morto lo avrebbe avvolto in un telo e messo in una busta del supermercato per poi riaddormentarsi. Si è risvegliata alle 2 del pomeriggio e, completamente in balia degli eventi, ha deciso di raggiungere un’amica. Spinta, ha sostenuto, dalla necessità di cercare conforto per quei tragici eventi. E’ uscita di casa portando con sé il corpicino nella borsa. Ma non è riuscita più a parlarne.

E i giudici, a quanto pare, le hanno creduto. Nonostante l’autopsia condotta sul feto abbia accertato che il bimbo fosse in realtà nato vivo. Non sarebbe sopravvissuto, ha poi certificato il perito nominato dalla Corte. “Il bambino è nato in stato di grave sofferenza fetale per un distacco della placenta avvenuto già nell’utero – ha spiegato l’avvocato difensore Antonio Iona – Lo stesso perito nominato dalla Corte ha stabilito che se alla nascita ci sono stati atti respiratori sono stati involontari e non percepibili e che, comunque, anche la chiamata dei soccorsi non avrebbe potuto impedire il decesso”.

A distanza di oltre due anni, Marika Severini è diventata nuovamente mamma. La piccola le è stata subito tolta “a scopo precauzionale”, da un provvedimento del Tribunale dei Minori capitolino e affidata ad una Casa famiglia di Roma. Ora Marika spera di poterla riabbracciare.