Mario Adinolfi: “Bulli di Lucca? Come i sessantottini. Tutti figli di Michele Serra”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 aprile 2018 22:53 | Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2018 22:53
Mario Adinolfi: "Bulli di Lucca? Come i sessantottini. Tutti figli di Michele Serra"

Mario Adinolfi: “Bulli di Lucca? Come i sessantottini. Tutti figli di Michele Serra”

ROMA – I bulli di Lucca? Sono come i “sessantottini che lanciavano sassi a Valle Giulia”. Ne è convinto Mario Adinolfi che, ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, spara a zero sull’emergenza bullismo.

“Il tema dell’autorità – dice – è molto serio. Se tu continui a picconare, a cancellare Dio, a picconare l’autorità paterna, a femminilizzarla, a chiamare al consumo della droga legale, a dire che Maria è la droga di J Ax, rovinando anche la figura materna, tutto è permesso. Se Dio non esiste, tutto è permesso”.

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Il ragionamento del leader del Popolo della Famiglia prende ancora una volta una strana piega e vira su una delle sue ultime fisse: la catena di negozi di cannabis legale, lanciata dal cantante J-Ax. Anche quella, secondo Adinolfi, è espressione dell’assenza di valori.

“Andasse J Ax a chiedere ai bulli di non bullizzare, vediamo dove lo mandano a stendere”, aveva detto giorni fa alla stessa emittente. “A 47 anni – ribadisce oggi –  dovrebbe smetterla di dare l’immagine del ragazzino che si fa le canne. Il termine autorità non può essere una parolaccia. Altrimenti un ragazzo assume le conseguenze di quella lezione. In nome di cosa un ragazzo non deve andare col casco integrale a dare una capocciata al docente?”.

Poi si lancia in un nuovo pindarico paragone: “Quelli del 68 che andavano per strada non riconoscendo il termine dell’autorità vengono idolatrati oggi, mentre quel poveraccio deve rimanere bocciato. Qual è la differenza? Perché chi tirava i sassi a Valle Giulia è un rivoluzionario e il bullo di Lucca è un cretino? Sono tutti figli di Michele Serra. Non a caso Michele Serra quando scrive i fondi scrive che quelli sono brutti, poi fa gli sdraiati..”.

Adinolfi ha poi sentito l’esigenza di commentare anche le elezioni in Molise: “I Cinque Stelle passano dal 44 al 31%. Il centrodestra, che noi sostenevamo, candida un commercialista sconosciuto e vince. Il Pd tracolla. Noi come Popolo della Famiglia nel derby dei piccoli abbiamo scavalcato CasaPound”, si gloria.

“Il dato politico è che considerando che tra 6 giorni ci sarà la trionfale elezione di Fedriga in Friuli è irrealizzabile che Di Maio possa pretendere di fare il Capo del Governo. Sarebbe sensato, in questo contesto, far provare Salvini. Col risultato molisano sparisce la leadership di Di Maio. Questa giornata ha una portata storica. Di Maio ha perso consensi perché gli elettori gli attribuiscono una dimensione sterile. Mattarella deve tener conto del voto dei cittadini italiani. La Lega sta diventando una forza egemone nel centro destra, anche in Molise affianca Forza Italia”.

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