Mario Bozzoli, operaio: fumata anomala in forno quella sera

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2015 15:25 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2015 15:25
Mario Bozzoli, operaio: fumata anomala in forno quella sera

Mario Bozzoli, operaio: fumata anomala in forno quella sera

ROMA – “Quella sera, un impianto dei forni fu riavviato a seguito di una fumata anomala“. E’ quello che ha detto un operaio di Mario Bozzoli, l’imprenditore scomparso dalla sua fonderia di Marcheno, Brescia, l’8 ottobre scorso. E la convinzione degli inquirenti, che al momento indagano contro ignoti per sequestro e istigazione al suicidio, è che Bozzoli non sia mai uscito dalla fonderia. Di qui l’ipotesi inquietante: i rilievi della Scientifica si stanno infatti concentrando su eventuali frammenti ossei, frammenti di Dna, denti, presenti nei forni. Uno degli operai di Bozzoli racconta quell’ultima serata in fabbrica al Corriere della Sera:

Camicia a quadri, jeans, il telefono in mano: l’ultima sera è stata come le altre. «Mario era sereno e non ho visto movimenti strani in azienda» dice Casse Mandaw, un operaio della fonderia Bozzoli. Giovedì 8 ottobre, il giorno della scomparsa dell’imprenditore, l’uomo era in fabbrica con Giuseppe Ghirardini (trovato cadavere domenica nei boschi di Ponte di Legno), altri due operai (Abu e Oscar Maggi) e i nipoti Giacomo e Alex. «La sera della scomparsa Bozzoli mi aveva chiesto di non andare via alle 18, ma di aspettare le 19. L’ultima volta che l’ho visto era impegnato sul muletto» ha spiegato l’operaio, da 14 anni dipendente di Bozzoli. Sulla possibilità che l’imprenditore sia finito in uno dei forni dell’azienda, ha detto: «Impossibile prendere un uomo della struttura fisica di Mario e buttarlo dentro il forno con facilità».