Mario Cerciello Rega: cos’è il “cavallo di ritorno”, soldi per ridare merce rubata

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Luglio 2019 12:32 | Ultimo aggiornamento: 26 Luglio 2019 15:56
Mario Cerciello Rega cavallo ritorno

Mario Cerciello Rega pochi mesi fa

ROMA – La pratica è semplice: soldi in cambio della restituzione di qualcosa che è stato rubato: in gergo si chiama il “cavallo di ritorno”. Tecnicamente un’estorsione che viene messa in pratica dai ladri o da chi è venuto in possesso di qualcosa che è stato rubato (una borsa, un cellulare, uno scooter, un’auto) e si mette in contatto con il proprietario per ottenere denaro in cambio della restituzione dell’oggetto. È per questo tipo di estorsione che Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a Roma, stava intervenendo nel quartiere Prati. Un termine gergale che anche i carabinieri utilizzano per definire la situazione in cui il militare si è trovato.

Il modo di dire indica qualcosa che torna al punto di partenza e deriva dall’uso che si faceva dei cavalli a noleggio che, giunti a destinazione, dovevano poi tornare indietro per cui potevano essere noleggiati a minor prezzo.

Mario Cerciello Rega è stato ucciso per 100 euro.

Il carabiniere assassinato nella notte tra giovedì e venerdì a Roma, nel quartiere Prati. Aveva 35 anni, compiuti due settimane fa e da poco più di un mese si era sposato. Era tornato dal viaggio di nozze lunedì scorso, per festeggiare nella capitale il suo compleanno. La sua vita, consacrata agli altri e al dovere e ad un amore ancora carico di speranze, si è spezzata tragicamente alle tre di notte in via Pietro Cossa, dove ha incontrato i due sospetti che stava cercando. 

Un ragazzo buono, un carabiniere preparato che pensava sempre al prossimo, sia durante i turni di servizio sia quando non indossava la divisa”. È descritto così il vicebrigadiere, Mario Cerciello Rega, dal suo comandante, Sandro Ottaviani. “Era solito fare pellegrinaggi a Lourdes e a Loreto per dare una mano alle persone che soffrono, ogni settimana – ha aggiunto il comandante della stazione dei carabinieri piazza Farnese – senza dirlo a nessuno faceva volontariato. Agli ultimi donava i suoi vestiti portava loro anche la colazione. Non muore solo un valoroso carabiniere, ma un grande uomo”. (Fonte Ansa).