Mario Cipollini accusato dall’ex moglie: “Mi puntò una pistola alla testa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2019 11:30 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2019 11:30
Mario Cipollini accusato dall'ex moglie: "Mi puntò una pistola alla testa"

Mario Cipollini durante una corsa di ciclismo (foto ANSA)

ROMA – “Mi ha puntato la pistola alla testa durante una lite. Mi ha minacciato e la pistola era carica”. A raccontarlo è Sabrina Landucci, la ex moglie del campione di ciclismo Mario Cipollini nel corso della sua deposizione nel processo che vede il velocista imputato con l’accusa di maltrattamenti e minacce contro la donna.

Oltre alla Landucci, ha deposto anche Silvio Giusti, ex calciatore e nuovo compagno della donna. L’episodio della pistola, che era regolarmente detenuta da Cipollini, risale secondo il racconto a prima del 2012, quando la coppia era ancora sposata. L’episodio sarebbe avvenuto (stando al racconto della donna, riportato sulle cronache locali dei giornali toscani) nella casa dove i due vivevano a Monte San Quirico, in provincia di Lucca.

In quell’occasione, dice oggi la Landucci, Cipollini era tornato a casa all’alba e i due avevano litigato perché lei lo accusava di averla tradita. “Quando gliel’ho detto lui mi ha picchiata trascinandomi in camera – ha detto la ex moglie – a quel punto mi ha puntato una pistola carica alla tempia, tenendola così per diverso tempo”. Sabrina Landucci ha aggiunto che già un’altra volta era stata rincorsa dal marito mentre impugnava l’arma.

Secondo la Landucci, la fine del matrimonio non avrebbe portato alla conclusione degli atti persecutori che sarebbero continuati in nuove forme: in merito a questo, ha raccontato di una volta in cui l’ex ciclista avrebbe dato vita ad uno spericolato inseguimento in macchina nei suoi confronti.

Il processo contro Cipollini

Il processo a Mario Cipollini si è aperto lo scorso 28 giugno. L’inchiesta partì dalla denuncia dell’ex moglie. Il primo pm a cui era stata affidata aveva chiesto l’archiviazione per il ciclista, ma il procuratore capo Pietro Suchan aveva deciso di farla seguire da un nuovo pm che aveva integrato il fascicolo con nuove denunce ed infine aveva chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio per Cipollini. In particolare si è indagato a lungo su alcuni episodi a cavallo tra il 2016 ed il 2017, tra i quali spicca un’aggressione avvenuta il 6 gennaio davanti a diversi testimoni in cui il velocista avrebbe sbattuto la testa dell’ex moglie contro un muro.

Fonte: CORRIERE DELLA SERA