Mario Draghi in Vaticano da Papa Francesco, messa per inaugurazione anno giudiziario e visita alla Cappella Sistina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Marzo 2021 16:43 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2021 16:43
Mario Draghi in Vaticano da Papa Francesco, messa per inaugurazione anno giudiziario e visita Cappella Sistina

Mario Draghi in Vaticano da Papa Francesco, messa per inaugurazione anno giudiziario e visita alla Cappella Sistina (foto Ansa)

Mario Draghi in Vaticano da Papa Francesco, messa per inaugurazione anno giudiziario e visita alla Cappella Sistina. Una mattinata in Vaticano per il premier Mario Draghi che ha presenziato all’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Al termine della cerimonia ha salutato Papa Francesco, primo incontro con il Pontefice da premier, in attesa dell’udienza che potrebbe esserci dopo Pasqua. Draghi ha partecipato alla Messa presieduta dal cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin e ha anche visitato la Cappella Sistina. 

Messa anno giudiziario in Vaticano, presenti Draghi e Cartabia 

Il processo a Gesù  rappresenta la negazione più completa di quel che l’odierna civiltà giuridica. Indica come il giusto processo e le sue irrinunciabili esigenze, cui ogni persona ha diritto per la salvaguardia dei beni supremi della persona: onore, libertà e la vita“.

Lo ha affermato il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, nell’omelia della messa celebrata questa mattina nella cappella Paolina del Palazzo apostolico, per l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale vaticano.

Mario Draghi in Vaticano da Papa Francesco, presente anche il ministro della Giustizia Marta Cartabia

Come scrive l’Ansa, erano presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, il presidente della Corte costituzionale, Giancarlo Coraggio, e il ministro della Giustizia, Marta Cartabia.

Lo riferisce l’Osservatore Romano. Il processo “è positiva celebrazione di giustizia, in cui il soggetto particolare, come attore, come convenuto o come imputato, entra con tutti i suoi diritti e le sue possibilità”. Lo ha affermato il segretario di Stato.  Poi ha ricordato  “la responsabilità morale, oltre che giuridica, che al processo, cioè ai suoi operatori, viene affidata”. Trovando nel principio di legalità “il principale contenuto e il suo limite invalicabile“.