Mario Moriggi, pilota Alitalia cassaintegrato volava in Turchia: patteggia 8 mesi

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Febbraio 2015 15:21 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2015 15:21
Mario Moriggi, pilota Alitalia cassaintegrato volava in Turchia: patteggia 8 mesi

Mario Moriggi, pilota Alitalia cassaintegrato volava in Turchia: patteggia 8 mesi

ROMA – Per ben due anni ha volato sugli aerei della Turkish Airlines percependo uno stipendio di 15 mila euro. Contemporaneamente però continuava a intascare la cassa integrazione, come ex pilota Alitalia. Assegni importanti che, nel caso dei piloti, possono oscillare tra i 3mila e gli 11mila euro. Mario Moriggi è il primo dei 36 piloti “ruba stipendio” finiti sotto inchiesta della Guardia di Finanza per aver continuato a intascare gli assegni di mobilità mentre lavoravano regolarmente all’estero per altre compagnie aeree. Ha patteggiato una pena di 8 mesi per indebita percezione ai danni dello Stato.

L’ex comandante di Alitalia, disoccupato per l’Italia dal 2008, come gli altri colleghi messi in mobilità aveva cominciato a percepire il sostegno pubblico dell’Inps in attesa di trovare un nuovo impiego. Cosa che è poi avvenuta nel 2010, quando cioè la Turkish Airlines gli ha offerto un assegno da 15 mila euro al mese per tornare in cabina di pilotaggio. A quel punto però Moriggi si sarebbe provvidenzialmente “dimenticato” di comunicare la sua assunzione all’ente previdenziale, che per ben due anni a continuato ad accreditargli gli assegni di mobilità per un ammontare di 105 mila euro.

Nell’inchiesta, che vede in tutto oltre mille indagati, risultano coinvolti altri 36 piloti “furbetti” che avrebbero in questi anni goduto del doppio stipendio. Le indagini sono partite seguendo le tracce lasciate da un soggetto in cassa integrazione, che lavorava per una scuola di volo di Roma, e si sono allargate agli altri piloti, individuati grazie all’incrocio dei dati forniti dall’Inps con quelle ottenute dalle compagnie straniere che fanno scalo in Italia.

Ma l’inchiesta è tutt’altro che chiusa e le verifiche stanno proseguendo su centinaia di altre posizioni. Gli uomini della Guardia di Finanza hanno sinora accertato un danno di 7,5 milioni di euro per presunta truffa allo Stato.