Martina Levato e Boettcher: una lista con 5 persone da colpire con l’acido

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2015 12:25 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2015 12:25
Martina Levato e Boettcher: una lista con 5 persone da colpire con l'acido

Martina Levato e Boettcher: una lista con 5 persone da colpire con l’acido

MILANO – Una lista con 5 nomi, 5 persone da colpire, scritta dai due amanti degli attacchi con l’acido. E’ quello che emerge dall’interrogatorio di Andrea Magnani, accusato di essere il complice di Martina Levato e Alexander Boettcher, a loro volta indagati per l’aggressione con l’acido a Pietro Barbini e accusati di tentativi simili fatti in passato.

Chi c’era in questa cinquina di nomi che i due amanti avrebbero voluto colpire? Magnani ricorda e riferisce ai pm: la sorella di Pietro Barbini, Federica, Anays M., fidanzata di Giuliano Carparelli a sua volta vittima del fallito agguato con l’acido del 15 novembre 2014; Nicol Z., per ora sconosciuto, Roberto C. (secondo Magnani quest’ultimo avrebbe un impegno in politica); un uomo che vive in Inghilterra che secondo il pm potrebbe essere Amir A., un ragazzo con cui Martina ha avuto un flirt nel 2013.

Se non fossero finiti in carcere per aver sfigurato Barbini, la bocconiana Martina Levato e il broker Alexander Boettcher, avrebbero quindi voluto compiere altri agguati e con le stesse modalità. Era il broker, compagno di Magnani di allenamenti in palestra, a dare gli “ordini” e sia lui che Martina, stando alla versione del bancario, erano succubi, soggiogati.

In particolare, nel corso dell’esame da parte del pm Marcello Musso, Magnani ha confermato la ricostruzione dell’aggressione a Barbini del 28 dicembre scorso, sostenendo, tuttavia, come aveva già fatto in verbali precedenti, di non essere a conoscenza del progetto della coppia. “Io sapevo che dovevamo fargli uno scherzo goliardico – avrebbe detto – e mi sono accorto di tutto solo quando Martina ha lanciato l’acido. Ho anche tentato di suicidarmi ed ora provo rimorso”. I

In sostanza, Magnani ha raccontato di essersi sempre limitato, anche nei casi Savi (sfregiato per uno scambio di persona) e Carparelli, a prestare la sua auto o a fare delle telefonate, non sapendo però che la finalità della coppia era di compiere agguati. “Atti purificatori”, secondo la Procura, per colpire tutti i ragazzi che erano entrati in contatto con Martina, difesa dagli avvocati Bonelli e Pontin. Secondo Magnani, comunque, i due non si sarebbero fermati.

Il giovane ha riferito, infatti, di aver visto, quando era in macchina con la bocconiana, una cartella con dentro dei biglietti con su scritti i nomi degli altri “obiettivi” e dei numeri di targhe. Le giustificazioni sulla sua inconsapevolezza proposte da Magnani, però, dovranno essere verificate nel corso delle indagini. Il pm, intanto, oltre a depositare foto in cui si vedono le mani del bancario con segni di corrosione, ha contestato in aula al giovane di aver aggiustato in passato le sue dichiarazioni mano a mano che uscivano notizie sui mass media e di essersi presentato in Questura, a febbraio, soltanto dopo che era stato diffuso un video che certificava la sua presenza sul luogo dell’aggressione a Barbini.