Marzabotto: Eugenio Maria Luppi denunciato per apologia dopo saluto fascista

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 novembre 2017 14:16 | Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2017 7:12
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Marzabotto: denunciato il calciatore del saluto romano fascista per apologia di reato

ROMA – Marzabotto: denunciato il calciatore del saluto romano fascista per apologia di reato. Il calciatore Eugenio Maria Luppi, che dopo aver segnato un gol a Marzabotto, in una partita tra dilettanti, aveva fatto il saluto romano e mostrato una maglietta con un’aquila su un tricolore simboli della Repubblica sociale di Salò, è stato denunciato per apologia di fascismo. A fare subito una relazione alla Procura di Bologna sui fatti e sul comportamento del giocatore del “65 Futa” sono stati i Carabinieri della Compagnia di Vergato, che hanno anche sequestrato la maglia.

L’oltraggio in campoLuppi si era diretto a festeggiare il gol della vittoria verso la tribuna, facendo il saluto romano e mostrando una maglietta con l’Aquila sul petto. Un gesto che non sarebbe passato inosservato su qualsiasi terreno di gioco e che riapre ferite dolorose nel paese sull’Appennino bolognese, luogo di stragi naziste al termine della Seconda guerra mondiale. La società, con un post sulla propria pagina Facebook, ha informato di aver sospeso il proprio tesserato dall’attività agonistica, annunciando che sarà multato. Il calciatore, Eugenio Maria Luppi, sulla stessa pagina si è poi scusato.

Salvini: “Il ragazzo di Marzabotto? Peggio la Fornero”. Il ragazzo di Marzabotto? Che dobbiamo fare radiarlo? Metterlo in galera? Non scherziamo, dai. Mi piacerebbe la stessa indignazione per chi vuole mandare la gente in pensione a 67 anni. Fa molti più danni la legge Fornero di un saluto al Duce”. Lo afferma Matteo Salvini, segretario della Lega, a La Zanzara su Radio 24. “La Fornero, la legge Fornero – dice ancora Salvini – è più pericolosa di questi, sta rovinando milioni di italiani. Io per un nostalgico provo tenerezza. Oggi, novembre 2017, fa più danni all’Italia la legge Fornero degli accendini di Mussolini o delle bandiere di Che Guevara”. Per Salvini, poi, “uno può salutare col braccio teso o col pugno chiuso, rappresentano lo stesso autoritarismo, hanno lo stesso valore. Non torneranno più né il fascismo, né il comunismo”.