Mascherina barzotta look dominante: sulla fronte, all’orecchio, al mento

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 30 Maggio 2020 9:18 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2020 9:18
Mascherina barzotta look dominante Italia: sulla fronte, all'orecchio, al mento

Mascherina barzotta look dominante: sulla fronte, all’orecchio, al mento (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Mascherina barzotta, cioè sì ma anche no, c’è ma non sta diritta come dovrebbe stare. E’ il look stradale numericamente dominante.

Mascherina barzotta modalità e sottogruppo mascherina sulla fronte. Sono relativamente pochi e si segnalano per il loro avanguardismo nella scelta. Quelli della mascherina alzata sulla fronte non è solo nostalgia di bandana, è spesso attestato, rivendicazione di fatica, è assimilabile al fatidico “sto lavorando” che tutto assolve e tutto santifica. Si va verso l’estate e il caldo, mascherina sulla fronte un po’ assorbe anche sudore.

Mascherina barzotta modalità e sottogruppo mascherina appena all’orecchio. Gruppo numericamente più nutrito dei mascherina alla fronte, quelli di mascherina appesa all’orecchio sottolineano con il gesto la provvisorietà della situazione, il loro è un messaggio corporale che contiene il tutto finirà presto. E mascherina all’orecchio esalta le doti di equilibrio, sia nel giudizio della situazione, sia nella gestione del complesso testa-gambe. Mascherina all’orecchio indica, messaggia un: io non ci sto, non la do vinta a niente e nessuno, eppur son bravo, anche un po’ fico.

Mascherina barzotta, modalità e sottogruppo mascherina al mento. Al mento, non al vento (mascherina al vento è il crescente gruppo di chi la mascherina usata la butta in strada, un gesto di rivolta anti conformista contro la dittatura del virus?). Mascherina al mento è un chiaro: io me la metto perché sta scritto da qualche parte, me la metto perché altrimenti magari mi fanno la multa. Però della mascherina in realtà non so che farmene e neanche ci credo. Quindi mascherina metto non per me ma per il vigile urbano e per quel cartello fuori dei negozi. Siccome poi sono educato, quando incontro o parlo con qualcuno la mascherina l’abbasso, giù, al mento appunto. Mascherina al mento è il sottogruppo più numeroso.

Mascherina barzotta, modalità e sottogruppo mascherina a coprire solo la bocca ma non e mai il naso. Gruppo numerosissimo, da cui si entra e esce con facilità e frequenza. Mascherina che copre solo bocca e lascia libero il naso è testimonianza della resilienza della voglia di libertà: almeno un respiro libero, quello del naso. Ed è la prova provata che nessun tutorial, nessuna spiega, nessuna informazione…Niente. Mascherina solo sulla bocca è la certificata impotenza della ragione a fronte dell’istinto.

Mascherina barzotta, modalità e sottogruppo mascherina all’avambraccio. Gruppo formato soprattutto da giovani e sportivi. Un po’ come i jeans strappati e bucati ad arte. Mascherina all’avambraccio, in modo che filtro coincida con epidermide, fa abbastanza cool e ricorda anche quando la cravatta la si portava in tasca e li si metteva solo quando occorreva, era d’obbligo per entrare in certi luoghi. Cravatta in tasca: io sono o mi sento giovane, mascherina all’avambraccio: sono giovane e sportivo. Mascherina all’avambraccio non serve ad un cavolo? Ah, sì?

Mascherina barzotta, tutte le modalità e sottogruppi elencati (più qualcun altro sicuramente omesso) fanno look dominante nelle strade delle città e paesi d’Italia. Come fosse un gigantesco gioco di società: giochiamo alla mascherina e a come ognuno se la mette e la porta.

Che mascherina appesa all’orecchio, poggiata sulla fronte, legata all’avambraccio, a coprire solo bocca e non naso, abbassata sul mento non servano a nulla contro contagio è tanto ovvio, accertato e comunicato quanto vaporosamente percepito, anzi voluttuosamente ignorato.