Mascherina in classe, anche quella di stoffa va bene (va lavata ogni giorno)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2020 10:32 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2020 10:32
Mascherina in classe, le linee guida

Mascherina in classe: meglio la chirurgica, tollerata quella di stoffa (Ansa)

Contrordine, anche le mascherine di stoffa vanno bene per entrare a scuola, l’utilizzo di quelle chirurgiche è una raccomandazione, non un obbligo.

Le linee guida che disciplinano l’uso della mascherina in classe prevedono sì quelle chirurgiche (obbligatorie sempre per gli insegnanti), ma non tassativamente.

Quelle chirurgiche saranno distribuite gratuitamente, il Commissario Arcuri ha assicurato che ne verranno distribuite undici milioni in tutte le scuole d’Italia ogni mattina. 

Ma raggiungere tutti gli istituti scolastici in ogni angolo del Paese non è operazione semplice. Dunque, ok alle mascherine di stoffa: purché vengano lavate e igienizzate ogni giorno dopo l’uso.

Mascherina in classe: chi, come, quando

Ricapitolando. Fino a sei anni niente mascherina. Per tutti gli altri alunni (elementari, medie e superiori) obbligo di entrata a scuola “mascherati”. 

Nei corridoi, negli spazi condivisi, a ricreazione etc. la mascherina va indossata sempre. Una volta in classe e seduti al proprio banco (singolo, monoposto), quindi avendo rispettato il metro di distanziamento, si può toglierla.

Per tutta la durata delle lezioni giù la mascherina.

Se ci si alza (per andare al bagno, o qualsiasi altro motivo), su la mascherina.

Il rientro a scuola preoccupa sette genitori su dieci

Tutto bene quindi? Si spera, ma intanto i genitori mostrano di essere un po’ preoccupati, anche per le disposizioni altalenanti e talvolta contraddittorie degli ultimi giorni. Ma non solo.

Il rientro a scuola preoccupa sette genitori su 10 e timori e insicurezze aggravano la condizione delle famiglie più fragili. L’allarme arriva da Save the Children sulla base dei risultati di un’indagine condotta da Ipsos tra il 4 e il 18 agosto scorsi su un campione di 2370 persone.

La principale ansia è data dall’incertezza sulle modalità di ripresa (60%), seguita dai rischi legati al mancato distanziamento fisico (51%). Un genitore su 10 crede di non potersi permettere l’acquisto dei libri, 2 su 10 temono di non poter più sostenere il costo della mensa scolastica.