Mascherine a 50 centesimi, il Commissario Arcuri: “Le aziende non le vendono? Produrne una costa 5 centesimi…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Aprile 2020 12:43 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2020 12:56
Mascherine a 50 centesimi, il Commissario Arcuri: "Le aziende non le vendono? Produrne una costa 5 centesimi..."

Mascherine, qual è il prezzo giusto? (Ansa)

ROMA – Il Commissario “distribuisce gratis le mascherine gratis a sanità, Pubblica amministrazione, forze dell’ordine e servizi essenziali, da lunedì anche ai trasporti pubblici locali e alle Rsa pubbliche e private.

Ma non le distribuisce gratis ai cittadini”.

Il Commissario Arcuri, in audizione alla Camera, prova a fare un po’ di chiarezza sulla questione mascherine: quante sono, se a prezzo calmierato, le aziende rinunciano alla vendita perché ci rimettono.

Come il Gruppo Crai della grande distribuzione che oggi ha annunciato lo stop alla vendita perché il prezzo è troppo basso.

Il Commissario giustamente deve ricordare “la speculazione vergognosa” di un prodotto il cui costo di produzione, ha calcolato, è di 5 centesimi.

Ma se l’obiettivo è l’autonomia produttiva a livello nazionale, è difficile rassicurare sul fatto che “l’obiettivo di calmierare il prezzo non è ostile all’obiettivo di attrezzare una filiera italiana“.

A occhio, obiettivi che corrispondono a interessi contrastanti, senza l’incentivo del profitto occorrono altre forme di ristoro. 

“Stiamo ragionando che per le mascherine in magazzino le aziende non abbiano a rimetterci, pensando a forme di ristoro se hanno comprato a un prezzo più alto (prima del prezzo calmierato, ndr).

Da domani però non potranno comprare a un prezzo più alto, altrimenti avranno a rimetterci”.

“Dal 4 maggio possiamo distribuire 12 milioni di mascherine al giorno”

“Da lunedì (4 maggio, inizio fase 2, ndr) se serviranno possiamo distribuire 12 milioni di mascherine al giorno, da giugno 18 milioni, da agosto 24 milioni al giorno.

Le distribuiamo gratis a sanità, Pubblica amministrazione, forze dell’ordine e servizi essenziali, da lunedì anche ai trasporti pubblici locali e alle Rsa pubbliche e private.

Ma il commissario non distribuisce mascherine ai cittadini, deve metterli in condizione di comprarle a un prezzo più conveniente possibile, di qui il prezzo calmierato a 0,50 centesimi.

La gente dice che non ha mascherine?

“Speculazione vergognosa”

Io più che darle alle categorie indicate e alle farmacie non posso fare” ha sottolineato Arcuri.

“L’obiettivo del prezzo calmierato delle mascherine è annientare una speculazione vergognosa, con il prezzo a 0,50 un genitore va in farmacia e con un euro compra due mascherine.

Ho chiesto sanzioni per chi nonostante la norma tenta di vendere a un prezzo più alto.

Io vorrei leggere una norma in cui queste speculazioni vengono non solo annullate, ma sanzionate. Io ho potere di confiscare e lo sto facendo”.

“Durante i primi giorni della crisi il prezzo delle mascherine, di 8 centesimi prima dell’emergenza, era arrivato almeno a 5 euro.

Non esisteva una produzione nazionale di beni considerati marginali e diventati di consumo primario” ha detto Arcuri alle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera.

“Il costo di produzione è di 5 centesimi”

“Il prezzo calmierato a 0,50 centesimi? Ci sono gli strepiti dei pochi danneggiati e io silenzio dei tanti cittadini avvantaggiati, ma che non hanno voce mediatica al contrario dei primi” ha aggiunto.

“Il costo di produzione della mascherina è di 5 centesimi secondo le nostre analisi, capite qual era lo spazio di profitto, bisognava limitarlo, tanto più che le aziende non erano tutte italiane. Le aziende ora ce le danno a 38 centesimi”.

Il Gruppo Crai non le vende? “Questa azienda, che ricavo dalla sua domanda che abbia un’altra ragione sociale, non ha fatto un contratto con il commissario straordinario, non deve rivolgere a me la domanda”.

Così il commissario Domenico Arcuri alludendo al Gruppo Crai che ha annunciato di ritirare dalla vendita le mascherine chirurgiche perché il prezzo calmierato di 0,50 centesimi è inferiore a quello di acquisto da parte dell’azienda.

Per le mascherine abbiamo fissato un prezzo massimo di vendita, non di acquisto”. (fonte Ansa)