Mascherine, presto dal tabaccaio in pacchetti da 20 come le sigarette. Interessate anche cartolerie e ferramenta

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2020 22:30 | Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2020 1:03
mascherine tricolore

Mascherine, presto dal tabaccaio in pacchetti da 20 come le sigarette (foto Ansa)

ROMA – Mascherine chirurgiche a prezzo calmierato presto in vendita anche dai tabaccai, in confezioni da venti, come le sigarette.

E ora si aggiunge l’interesse di cartolerie e ferramenta, con i supermercati che annunciano nuovi arrivi e già 19 milioni di dispositivi venduti.

Dopo lo scontro tra il Commissario per l’Emergenza e le categorie dei distributori di prodotti medici e i farmacisti sulla carenza di mascherine nei propri negozi, si aprono scenari alternativi per uscire da questa empasse.

Per Arcuri, Federfarma, Asf e Federfarma Servizi, è stata un’altra giornata di trattative.

Ma il prezzo delle chirurgiche non cambia. “E’ 50 centesimi + Iva, ovvero 61 centesimi, e resterà quello. Purtroppo gli speculatori e altre categorie simili se ne dovranno fare una ragione”, ha tuonato il Commissario.

Nella conferenza stampa settimanale, Arcuri ha sottolineato che per una distribuzione, quella dei supermercati, la rete funziona ma per l’altra, quella che approvvigiona i farmacisti, non funziona.

“I cittadini vanno al supermercato e le mascherine le trovano – ha precisato il Commissario respingendo ancora le accuse delle ultime ore – Non sono io a dover rifornire i farmacisti né i loro distributori”.

“Qualche volta faccio degli errori, per i quali mi aspetto critiche e se serve reprimende, ma solo dai cittadini. Certo non posso togliere le mascherine dagli ospedali per darle ai farmacisti”, spiega Arcuri ricordando di essere riuscito a creare un ‘tesoretto’ di 55 milioni di mascherine nei magazzini delle regioni, un surplus rispetto al fabbisogno che garantisce al momento una certa serenità sulle disponibilità di enti e strutture sanitarie.

Con i farmacisti ancora a secco, penalizzati dalle difficoltà per i loro distributori di reperire i dispositivi sul mercato, si fanno avanti i tabaccai, che vantano una diffusione capillare in tutto il Paese, presenti con 50mila negozi in oltre il 90% dei Comuni italiani.

L’accordo – annunci Arcuri – potrebbe essere perfezionato nelle prossime settimane. Per la Federazione Italiana Tabaccai “l’idea è quella di vendere le mascherine a prezzo calmierato in pacchi da dieci o venti, come si fa con le sigarette. Contiamo di affidarci ai distributori di tabacco”.

Ma ora l’interesse arriva anche da cartolerie e ferramenta, che si rivolgono alle associazioni come Confcommercio per entrare nella vendita. E se per i farmacisti sono introvabili, sugli scaffali dei supermercati sono arrivate finora 19 milioni di mascherine a prezzo calmierato.

“Al momento non ci sono problemi di approvvigionamento. Negli ultimi giorni riusciamo a fare ordini di una certa entità dall’estero con le nuove norme”, spiega Donatella Prampolini, vice presidente di Confcommercio, che assieme a Federdistribuzione rappresenta oltre 12mila punti vendita della Grande e media distribuzione, tra cui molti punti vendita di Conad, Sigma, Crai, Sisa e Coal. S

ono diverse le ordinanze e i protocolli messi in campo in queste ore, assieme all’Agenzie delle Dogane, per semplificare le procedure, abbattere alcuni costi e velocizzare i tempi. Oltre alla Cina, tra i Paesi esportatori, potrebbe spuntare anche il Marocco, che produce 10 milioni di mascherine chirurgiche al giorno ed ha la possibilità di vendere il surplus in Europa.

Nuovi mercati e aziende italiane riconvertite che scaldano i motori per andare a regime a giugno potrebbero, si spera, fornire ossigeno per un nuovo boom di richieste nei prossimi mesi in vista degli sviluppi della ‘fase 2’.

Una delle ipotesi sul tavolo degli esperti che stanno lavorando al piano per consentire di tornare sui banchi a settembre potrebbe essere proprio la mascherina obbligatoria in tutte le scuole italiane, che già in molti – come le associazioni dei consumatori – chiedono sia distribuita gratuitamente dallo Stato ai ragazzi (fonte: Ansa).