Mascherine e guanti esauriti, tamponi “muti”: sono finiti i reagenti per farli parlare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2020 9:32 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2020 9:45
Mascherine e guanti esauriti, tamponi "muti": sono finiti i reagenti per farli parlare

Tamponi, mancano i reagenti (Ansa)

ROMA – Nelle farmacie scarseggiano le mascherine a 50 centesimi, esauriti guanti e alcol disinfettante, ma è proprio sul cruciale fronte tamponi che si registrano ora le maggiori difficoltà.

Anche il Commissario Arcuri ha dovuto ammettere come la penuria riguardi i reagenti chimici che servono in laboratorio per verificare la presenza di anticorpi e quindi potenzialmente le tracce del passaggio del virus.

Siamo in ritardo cioè per i test sierologici che da lunedì 18 maggio con le chiamate da parte degli operatori e volontari della Croce Rossa italiana (Cri) incaricati di contattare il campione di 150mila cittadini che sarà sottoposto ai test ematici per rilevare l’immunità al virus SarsCov2.

Appello di Arcuri alle imprese: servono i reagenti per 5 mln di tamponi

Proprio per risolvere tale carenza il commissario Domenico Arcuri ha lanciato una richiesta alle imprese italiane ed internazionali per la fornitura del numero massimo di reagenti che servono a fare 5 milioni di tamponi, già acquisiti.

Ma la situazione, spiega il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, “è complessa”.

Infatti, “esistono molti tipi di reagenti e le Regioni ne stanno utilizzando tipi diversi, quindi ci sono reagenti e macchinari diversi”.

Quel che è certo, è che la campagna per i test sierologici sarà veloce – durerà due settimane, fino al 31 del mese – e ci darà una foto del Paese in relazione alla diffusione del virus.

Dal punto di vista organizzativo, in totale verranno effettuate dalla Cri circa 190mila chiamate (telefoniche o via sms) e saranno impegnati 550 volontari ed operatori su base regionale, con una struttura nazionale di supporto.

Reagenti, in Autunno il problema dovrà essere risolto

Certo, rileva l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, “la carenza di reagenti c’è ed è bene che la si stia risolvendo, ma la carenza non rappresenta tanto un problema ora, in relazione alla campagna dei test ematici, quanto per il prossimo futuro”.

Il nuovo periodo ‘critico’ scatterà infatti in Autunno quando, avverte l’esperto, “maggiore sarà il rischio di una nuova ondata pandemica: per allora bisogna essere pronti ed assolutamente forniti di reagenti, perché sarà ad esempio fondamentale fare subito il tampone ad ogni cittadino che arrivi in ospedale con la febbre, per prevenire qualunque rischio di focolaio”.

Insomma, al momento “la questione dei reagenti dovrebbe trovare una facile soluzione dati i numeri contenuti, anche perché al Centro-sud ci attendiamo una bassa percentuale di positivi, inferiore al 10%, e un minor ricorso ai tamponi.

Non bisogna invece farsi trovare impreparati dopo l’estate quando la capacità diagnostica dovrà essere massima”.

Il punto, conclude, è “i tamponi non vanno fatti in massa ma con una strategia: non servono come screening generale bensì per individuare i positivi all’interno di gruppi a rischio e bloccare così nuovi focolai”. (fonte Ansa)