Massa Carrara, bimba lotta contro un’infezione al cuore per 52 giorni: è salva

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 gennaio 2018 20:27 | Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2018 21:02
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Massa Carrara, bimba lotta contro un’infezione al cuore per 52 giorni: è salva

MASSA CARRARA – Ha lottato per 52 giorni contro un’infezione al cuore ma alla fine una bimba di 4 anni è riuscita a sconfiggerla. La piccola è stata ricoverata per quasi due mesi nell’ospedale del Cuore (Opa) di Massa Carrara, dove i medici hanno lavorato per aiutarla e per rassicurare i genitori, che alla fine hanno potuto riportarla a casa.

Alessandra Vivoli sul quotidiano Il Tirreno racconta lo strazio della famiglia per la malattia e la felicità dei genitori di poter annunciare da Massa Carrara che finalmente la loro bambina è fuori pericolo:

“L’annuncio lo ha fatto la mamma, sul social: «La mia bambina è stata dimessa… ci vorrà tempo ma noi crediamo che si rimetterà del tutto da questa esperienza… noi vi ringraziamo per la vicinanza e l’affetto che ci avete dimostrato». Una comunità intera, non solo su facebook ma anche attorno alla parrocchia e alla famiglia, aveva seguito passo dopo passo i progressi della bambina che il 22 novembre scorso era finita in ospedale per quella che sembrava una influenza e che invece si era rivelata una grave infezione al cuore. La madre della piccola aveva cercato conforto sui social e aveva chiesto al popolo di facebook di pregare per la sua bambina in un momento così terribile”.

Le parole della mamma non sono rimaste inascoltate e la comunità dei social ha dimostrato tutta la sua solidarietà. I genitori hanno ringraziato tutti per il sostegno e soprattutto i medici dell’Opa che hanno seguito la bimba nel difficile percorso:

“«La nostra bambina – racconta la mamma – è stata ricoverata 52 giorni, era il 22 novembre quando si è sentita male. Ha passato 36 giorni in intensiva e i restanti in reparto all’Opa, è stata seguita anche da fisioterapisti e da uno psicologo da un neurologo. Nulla è stato lasciato al caso, i medici e gli operatori si sono presi cura di lei come se fosse stata la loro figlia questo è quello che noi abbiamo percepito».

E nel giorno della gioia, quello del ritorno a casa della loro bambina, i genitori vogliono ringraziare chi tanto si è adoperato per la piccola. E chi, anche a distanza, ha pregato per la loro figlia. «Io e mio marito vorremmo ringraziare tutte le persone che ci sono state vicino e hanno pregato per nostra figlia pur non conoscendola e tutto il personale dell’Opa non sono per la loro bravura ma anche per l’amore che mettono nel loro lavoro. Ci hanno fatto sentire – concludono i genitori della piccolina – il calore e l’amore di una grande famiglia»”.