Massimiliano Ursino pestato a Palermo. Testimone: “In 5 lo hanno braccato all’uscita del supermercato”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2018 14:22 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2018 14:22
Massimimiliano Ursino pestato a Palermo. Testimone: "In 5 lo hanno braccato all'uscita del supermercato"

Massimimiliano Ursino pestato a Palermo. Testimone: “In 5 lo hanno braccato all’uscita del supermercato”

PALERMO – E’ stato braccato all’uscita del supermercato Massimiliano Ursino, il dirigente di Forza Nuova pestato martedì sera a Palermo da un gruppo di estremisti antifascisti. Lo ha raccontato Elisabetta Alaimo, figlia del titolare del supermercato Maddalena, in via Dante, dove Ursino era entrato a fare la spesa. La donna ha assistito al pestaggio e ha raccontato: “Massimo Ursino era entrato nel nostro supermercato per fare la spesa. Non appena è uscito è stato aggredito da cinque o sei ragazzi”.

“Lo hanno bloccato mentre aveva ancora in mano il sacchetto della spesa – aggiunge – e lo hanno legato. Poi hanno visto un metronotte e sono fuggiti verso il Politeama”. Massimo Ursino, dopo essere stato medicato in ospedale, è uscito dal Pronto Soccorso accompagnato dalla moglie cercando di evitare i giornalisti. Fino ad ora non ha rilasciato alcuna dichiarazione sull’aggressione.

Intanto la Digos ha già fermato cinque persone sospettate di aver preso parte al pestaggio. In questo momento si trovano in Questura; la loro posizione è al vaglio degli inquirenti. La polizia sarebbe arrivata ai presunti responsabili, legati alla “sinistra antagonista”, esaminando le immagini di alcune telecamere della zona. Questa mattina sono stati perquisiti i locali dello studentato “Malarazza” di via Cavour.

L’aggressione – Ursino è stato imbavagliato, legato con del nastro adesivo e malmenato in pieno centro – è stata rivendicata con una email inviata ad alcuni organi di informazione insieme al video del pestaggio realizzato da una ragazza del “commando” con uno smartphone. Nel video si sente la voce della giovane che ripete “è uno scherzo” e i lamenti della vittima.

Il raid punitivo sarebbe una vendetta per i precedenti di Ursino che fu arrestato a luglio 2006 per aver rapinato e picchiato due immigrati del Bangladesh nel centro di Palermo di fronte al teatro Massimo. Dopo aver subito la rapina, una borsa e articoli di bigiotteria, le due vittime avrebbero inseguito Ursino e due suoi complici (anche loro di Forza nuova) ma questi avrebbero tirato fuori delle spranghe e picchiato a sangue gli immigrati. Ursino venne condannato in primo grado a due anni e mezzo di carcere.

Quello non fu l’unico episodio violento e a sfondo razzista a cui Ursino avrebbe partecipato. Nel giugno 2005, sempre con altri due complici, aggredì con pugni e bastonate un nigeriano e un altro giovane originario di Siracusa in via Candelai, sempre nel centro di Palermo. I tre vennero rinviati a giudizio per lesioni aggravate per aver agito in base a ”motivi razziali”. Il dirigente di Forza Nuova nel 2008 partecipò inoltre al confezionamento e alla spedizione dei pacchi choc, inviati a varie redazioni giornalistiche, contenenti una bambola sporcata con sangue e interiora di animale per la campagna di Forza Nuova contro la legge 194.