Massimo Bossetti, Carlo Infanti: “Lui è innocente. L’assassino è una persona vicina al mondo di Yara”

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 ottobre 2018 15:17 | Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2018 15:17
Massimo Bossetti, Carlo Infanti: "Lui è innocente. L'assassino è una persona vicina al mondo di Yara"

Massimo Bossetti, Carlo Infanti: “Lui è innocente. L’assassino è una persona vicina al mondo di Yara” (Foto Ansa)

ROMA – E’ iniziata oggi, 12 ottobre, l’udienza in Corte di Cassazione del processo a Massimo Giuseppe Bossetti, condannato all’ergastolo in primo grado e in appello per l’omicidio di Yara Gambirasio, la giovane ginnasta di 13 anni scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate di Sopra (Bergamo), e ritrovata morta tre mesi dopo a Chignolo d’Isola. E giovedì 11 ottobre a Pomeriggio 5 si è tornato a parlare del caso, con le parole di Carlo Infanti, autore del libro “In nome del popolo italiano”, in cui vengono sollevati dubbi sulle responsabilità di Bossetti.

“Ci sono delle persone – ha detto lo scrittore a Barbara D’Urso – che hanno 21 indizi convergenti e concordanti e Bossetti ne ha uno solo. C’è chi la sera della sparizione di Yara, il 26 febbraio 2011, già lo sapeva prima che la famiglia lo denunciasse alle autorità. Secondo me a compiere l’atto omicidiario è stata una persona vicina al mondo di Yara ed è stata aiutata da altre persone. Io mi baso sugli atti”.

Secondo Infanti “quel Dna ha diverse carenze. Io spero che la sentenza della Cassazione sia dignitosa al di là di ogni ragionevole dubbio. Probabilmente condanneranno Massimo Bossetti all’ergastolo. Io spero in un rinvio”.

E in un rinvio sperano anche gli avvocati di Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, che hanno presentato – contro la sentenza pronunciata dalla corte d’assise d’appello di Brescia in 17 luglio 2017 – 23 motivi di ricorso, in 600 pagine, molti dei quali riguardano proprio la formazione della prova principale, il dna.

Yara scomparve all’uscita della palestra e il suo corpo venne trovato tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011, in un campo a Chignolo d’Isola. Sul corpo furono travati tracce biologiche, dalle quali i carabinieri sono risaliti a un dna maschile, del cosiddetto Ignoto 1. Un dna simile a quello trovato mesi dopo su una marca da bollo di un uomo morto nel 1999, Giuseppe Guerinoni. Da qui l’intuizione che Ignoto 1 potesse essere un suo figlio illegittimo. Dopo lunghe e complesse indagini, con prelievi a tappeto sulla popolazione della zona, Massimo Bossetti è arrestato nel giugno 2014. A carico del muratore, oltre al dna, anche le riprese di una videocamera col furgone di Bossetti davanti alla palestra pochi minuti prima della scomparsa di Yara. Lui si è sempre dichiarato innocente.