Massimo Bossetti sul luogo del delitto 10 giorni dopo la scomparsa di Yara Gambirasio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Giugno 2014 12:07 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2014 12:09
Il campo dove fu ritrovato il cadavere di Yara Gambirasio

Il campo dove fu ritrovato il cadavere di Yara Gambirasio

BERGAMO -Il 6 dicembre 2010, 10 giorni dopo la scomparsa di Yara Gambirasio, il cellulare di Massimo Bossetti agganciò la cella telefonica che copre la zona dove è stato poi ritrovato (il 26 febbraio 2011) il corpo della ragazzina. È questo l’ultimo particolare, riportato dall’Eco di Bergamo, trapelato dalla Procura di Bergamo. “Tornò sul luogo del delitto” è questa l’ipotesi dell’accusa contro Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio.

Il cadavere di Yara fu ritrovato in un campo incolto, tra l’erba alta, a ridosso della zona industriale in località Bedeschi a Chgnolo d’Isola, al confine con il comune di Madone, a circa dieci chilometri dalla sua abitazione.

Cosa ci faceva, dieci giorni dopo la scomparsa di Yara, Bossetti in quella zona?

Bossetti dice che in quella zona aveva due punti di riferimento, come scrive l’Eco di Bergamo: “Il bar-pizzeria-tabaccheria Mari e Monti per una birra o le sigarette, e la ditta Edil Bonacina dove si riforniva di materiale per il lavoro”.

Tra gli investigatori circola però “il sospetto che quella sera Bossetti possa aver raggiunto proprio il campo dove era stata abbandonata Yara. Per fare che? Per controllare, col favore del buio – è il ragionamento dei detective -, se era tutto come prima”.

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