Massimo Bossetti, la difesa: “23 motivi per la sua innocenza al processo in Cassazione”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 ottobre 2018 13:51 | Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2018 13:51
Massimo Bossetti, la difesa: "23 motivi per la sua innocenza al processo in Cassazione"

Massimo Bossetti, la difesa: “23 motivi per la sua innocenza al processo in Cassazione” (Foto Ansa)

MILANO  –   Ventitré motivi per cercare di dimostrare l’estraneità di Massimo Bossetti all’omicidio di Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni scomparsa da Brembate di Sopra (Bergamo) il 26 novembre del 2010 e trovata morta in un campo di Chignolo d’Isola tre mesi dopo: sono quelli che gli avvocati di Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, intendono presentare al ricorso che verrà discusso il prossimo 12 ottobre in Corte di Cassazione contro la condanna all’ergastolo, confermato in appello, del muratore bergamasco.

Non solo: i legali vanno all’attacco di quella che è considerata la prova regina, ovvero le tracce di dna di Bossetti trovate sul corpo di Yara. Gli avvocati contestano soprattutto il fatto che il dna sia stato estratto senza rispettare le cosiddette best pratices previste dalla comunità scientifica che, di recente, sono state ufficialmente approvate dalla stessa. L’esame, pertanto, è da ripetere. Lo stesso ragionamento, per la difesa, è applicabile a numerosi altri indizi a corollario del Dna: la compatibilità delle fibre dei sedili del furgone di Bossetti con quelle trovate sul corpo della ragazza, le immagini riprese dalle telecamere del mezzo che i legali sostengono non fosse del muratore.

La difesa punta, insomma, su quelle ordinanze che esclusero la richiesta di numerose perizie, lamentando la loro carenza di motivazione. In questo modo, auspicano gli avvocati, sarebbe la Cassazione a disporre un nuovo processo, invitando i giudici a disporre quelle perizie, o ad annullare la sentenza senza rinvio.

Bossetti non sarà in aula in quanto le parti private, in Cassazione, possono intervenire solo tramite i propri difensori. Non è escluso, invece, che partecipi tra il pubblico qualche suo parente che gli è stato vicino nel suo percorso processuale. Il padre del muratore, Giovanni, e la madre, Ester Arzuffi, sono morti nel dicembre del 2015 e nel maggio scorso.