Massimo Carminati a Mario Corsi: se ammazzavamo i banchieri…

di Edoardo Greco
Pubblicato il 11 Novembre 2015 16:54 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2015 16:55
Massimo Carminati a Mario Corsi: se ammazzavamo i banchieri... (INTERCETTAZIONE)

Massimo Carminati a Mario Corsi: se ammazzavamo i banchieri… (INTERCETTAZIONE)

ROMA – “Dovevamo fare come la Raf: ammazzare i banchieri, ammazzare Guido Carli e la gente ci sarebbe venuta dietro”. Il “cecato” Massimo Carminati sta parlando al telefono con Mario Corsi detto “Marione”, ex terrorista nero che nella Capitale è conosciuto come ultrà della Roma e conduttore radiofonico. Nell’intercettazione si parla di attualità, di endorsement per Alfio Marchini e per Gianni Alemanno alle elezioni comunali del 2013.

Ma poi il discorso finisce agli anni 70, anni in cui sia Carminati che Corsi avevano fatto parte dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari), formazione terrorista di estrema destra riconosciuta colpevole di numerosi omicidi. Proprio Carminati e Corsi furono imputati per l’omicidio dei due militanti del Leoncavallo Fausto e Iaio: condannati e poi assolti per insufficienza di prove.

E Carminati ammette “noi avemo sbagliato tutto”, ma non perché riconosca che sparare alla gente era sbagliato, ma perché erano sbagliati gli obiettivi. Fare fuori i banchieri sarebbe stata una mossa molto più “popolare”, spiega il “Cecato” a “Marione”. Riporta
Valeria Pacella sul Fatto Quotidiano:

OLTRE alle valutazioni politiche sul presente, però, l’uomo ritenuto dai pm capo di Mafia Capitale ritorna ai tempi del terrorismo nero e dei Nar e aggiunge che “questo è un paese di merda”:
Carminati: Questo è un paese che 30 anni fa, noi avemo sbagliato tutto, noi dovevamo ammazzare i banchieri. Più quelli dell’agenzia delle tasse… Secondo me tutto il popolo ti sarebbe venuto appresso.
Corsi: Solo la Raf (terroristi rossi,tedeschi, Ndr) c’ha pensato
Carminati: Subito… sono grandi. Hanno preso il banchiere e il capo delle tasse… Noi qui in Italia dovevamo ammazza’ Guido Carli… il capo di tutte le banche italiane (…) ‘tu che cosa fai? … esigi le tasse? e io ti uccido’… bang (…) Perché non ce s’è pensato…c’erano altri nemici, il proletariato… quelli poi non capivano un cazzo… pure noi non capivamo un cazzo.. però a quel punto tu te la prendevi conle banche dicevi‘Sapete qual è la novità? a scende’…’ dicevi. ‘Allora se riesco ad ammazzare il capo della banca non me la prendo con il vice capo della banca. Se voi ve scortate fino al direttore di banca… io il cassiere ammazzo…decidete voi…fino alla fine dell’ultimo impiegato’. (…) So’ le banche che affamano la gente… i poveri. Questo bisognava fare e so’convinto che la gente allora te sarebbe venuta appresso.