Massimo D’Alema, i libri e i vini comprati in stock dalla coop rossa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Marzo 2015 11:03 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2015 11:12
Massimo D'Alema, i libri e i vini comprati in stock dalla coop rossa

Massimo D’Alema, i libri e i vini comprati in stock dalla coop rossa

ROMA – I libri e i vini di Massimo D’Alema comprati in stock, a migliaia di pezzi alla volta; bonifici alla sua fondazione. C’è anche questo nell’inchiesta su Ischia e la coop “rossa” Cpl Concordia. Dieci indagati tra cui il sindaco Pd dell’isola, Giuseppe Ferrandino, accusato di aver intascato una tangente da 330mila euro per dare alla coop Cpl l’appalto per la metanizzazione dell’isola. Il giudice di Napoli che segue l’inchiesta, Amelia Primavera, parla di un “sistema affaristico”: il sindaco “factotum”, la coop che ottiene appalti grazie alla politica, e soldi pubblici che ingrassano l’ingranaggio.

D’Alema non è indagato, viene solo citato in alcune conversazioni tra indagati. Lui si difende: “Non ho mai ricevuto favori. Non sono un ministro e non sono un deputato: io non assegno appalti”, dice a Repubblica prendendo le distanze da qualsiasi paragone con la vicenda Lupi.

I vini e i libri. I magistrati, scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, elencano una serie di favori che gli indagati avrebbero fatto nel tentativo di condizionare i politici. E’ in questa luce che va letto l’acquisto di 500 copie di “Non solo euro” scritto da Massimo D’Alema e l’acquisto di 2mila bottiglie prodotte dalla famiglia dell’ex premier.

Francesco Simone, responsabile relazioni istituzionali della coop Cpl dice in una intercettazione (riportata dal Corriere): “Bisogna investire negli Italianieuropei dove D’Alema sta per diventare commissario europeo… D’Alema mette le mani nella merda come ha già fatto con noi e ci ha dato delle cose”. Poco dopo lo stesso Simone si attiva per acquistare i libri e le bottiglie di vino.

Dopo Simone chiama il sindaco Ferrandino “e lo informa che il 10 e l’11 maggio D’Alema andrà a Ischia, sottolineando l’importanza dell’evento che cade nel periodo della campagna elettorale per le europee: “Questo pure è un segnale forte che ti appoggia tutto il partito””, scrivono i magistrati.

Il 6 novembre Simone ha detto al pm Henry John Woodcock:

“Confermo che la “Cpl” ha acquistato 2.000 bottiglie di vino prodotte dall’azienda della moglie di D’Alema, tuttavia posso rappresentarvi che fu D’Alema in persona in occasione di un incontro casuale, a proporre l’acquisto dei suoi vini”.Negli uffici della coop i magistrati sequestrano “tre dispositivi di bonifici effettuati da “Cpl” in favore della Fondazione Italianieuropei ciascuno per l’importo di 20mila euro (uno dell’8 novembre 2012, l’altro del 9 giugno 2011, un altro ancora del 7 febbraio 2014) nonché un ulteriore dispositivo di bonifico effettuato l’8 luglio 2014 per l’importo di 4.800 euro per l’acquisto di 500 libri di D’Alema dal titolo “Non solo euro”. Venivano acquisite anche due fatture sull’acquisto da parte della “Cpl” di due diversi libri scritti dall’ex ministro Giulio Tremonti rispettivamente di 7.440 euro e 4.464 euro”.

D’Alema si difende con una nota:

 “Certamente ho rapporti con CPL Concordia” ma “è un rapporto del tutto trasparente, che non ha comportato né la richiesta da parte loro né la messa in opera da parte mia di illeciti di nessun genere”: “non ho avuto alcun regalo” e “nessun beneficio personale”.

“Dalla CPL non ho avuto alcun regalo ed è ridicolo definire l’acquisto di 2000 bottiglie di vino in tre anni come un ‘mega ordine’, peraltro fatturato e pagato con bonifici a quattro mesi. Quanto ai libri – prosegue D’Alema – nessun beneficio personale, ma un’attività editoriale legittima, che rientra nel normale e quotidiano lavoro della Fondazione Italianieuropei. Inoltre, i libri furono acquistati per una manifestazione elettorale dedicata ai temi europei, alla quale fui invitato dal sindaco di Ischia, che era candidato del Pd”. “Do mandato all’avvocato Gianluca Luongo di difendere la mia reputazione in ogni sede”, conclude.