Inchiesta Enac: “Cinque voli regalati da Pronzato a Massimo D’Alema”

Pubblicato il 1 Luglio 2011 10:38 | Ultimo aggiornamento: 1 Luglio 2011 10:42

Massimo D'Alema (Foto Lapresse)

ROMA – Una storia di appalti in cui vengono fuori alcuni voli concessi gratuitamente all’ex premier Massimo D’Alema. L’inchiesta sui manager Franco Pronzato e Vincenzo Morichini si allarga, forte anche di quanto dichiarato dai due nei vari interrogatori resi ai magistrati. Pronzato è stato arrestato martedì con l’accusa di corruzione insieme al collaboratore Giuseppe Smerigli, e a Riccardo e Viscardo Paganelli. Morichini risulta indagato.

I pm ricostruiscono così gli illeciti degli uomini dell’inchiesta, molto vicini al Pd: Morichini, ex amministratore di Ina-Assitalia e fundraiser di Italianieuropei (fondazione di Massimo D’Alema)  avrebbe facilitato appalti facendo da tramite tra alcuni imprenditori e Franco Pronzato, consigliere d’amministrazione Enac  e responsabile del trasporto aereo per il Pd. Al centro della vicenda la Rotkopf Aviation Italia, di Riccardo e Viscardo Paganelli: Morichini avrebbe promesso ai Paganelli di ottenere la tratta Isola D’Elba-Pisa e Isola D’Elba-Firenze in cambio di una tangente di 40mila euro per Pronzato (circostanza ammessa da quest’ultimo nell’interrogatorio di giovedì ai magistrati).

La novità emersa nelle ultime ore è che il pd Massimo D’Alema ha viaggiato gratuitamente sugli aerei della RotKopf in almeno 5 circostanze, cosa peraltro dichiarata dalla portavoce di D’Alema, Daniela Reggiani (sorella della comica Francesca): “Si tratta di 5 passaggi aerei nel 2010 – spiega la Reggiani – che ci sono stati offerti in situazioni di lavoro circoscritte e particolari. A voler essere precisi Morichini ci informò di essere in una società che disponeva di un aereo. E che quell’aereo sarebbe stato a disposizione se il presidente ne avesse avuto bisogno in casi eccezionali”. La vicenda dei passaggi si intreccia con un’altra informazione nota agli investigatori e cioè che i Paganelli, proprietari della Rotkopf, hanno finanziato la fondazione di D’Alema per 30mila euro, regolarmente fatturati, nel 2009 e nel 2010. Ora l’inchiesta dovrà chiarire perché D’Alema si sia servito di quella compagnia visto il suo ruolo istituzionale, e quale sia il motivo dei versamenti dei Paganelli alla Fondazione e se Morichini li abbia in qualche modo sollecitati.

Nell’interrogatorio Pronzato ha giustificato quei 40mila euro ricevuti da Morichini come una “gratifica” che ques’ultimo aveva sollecitato ai Paganelli come segno di riconoscenza per la speditezza con cui la Ropkopf aveva ottenuto la tratta toscana da parte dell’Enac: “Ma quel denaro – ha detto Pronzato –  non lo avevo chiesto né me lo aspettavo. Lo presi come un regalo in occasione delle feste” avendolo ricevuto alla vigilia di Natale 2010. Ci sono poi altri 28mila e 800 euro da giustificare: si tratta della somma che Paganelli è stato invitato a versare (una volta conclusa la pratica Enac) a Giuseppe Smeriglio, sodale di Pronzato finito anche lui in carcere. La somma venne giustificata per una serie di consulenze in realtà mai avvenute.

Vincenzo Paganelli potrebbe chiarire nell’interrogatorio di garanzia la natura di quei versamenti per un totale di 68mila 800 euro. Sempre che non si avvalga della facoltà di non rispondere.

La vicenda prende avvio nel settembre 2010 quando Pio Piccini, imprenditore arrestato per il crac Agile-Omega, accusa davanti agli inquirenti Morichini per aver facilitato alcune gare. In particolare, secondo Piccini, Morichini gli avrebbe promesso appalti in Finmeccanica in cambio di un finanziamento alla fondazione Italiani-europei di D’Alema.