Massimo Giletti sotto scorta dopo l’intercettazione del boss Filippo Graviano

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Agosto 2020 10:39 | Ultimo aggiornamento: 10 Agosto 2020 14:50
Massimo Giletti sotto scorta dopo minacce del boss Filippo Graviano

Massimo Giletti sotto scorta dopo l’intercettazione del boss Filippo Graviano (Foto Ansa)

Massimo Giletti sotto scorta dopo le minacce del boss Filippo Graviano, condannato per le stragi del ’92 e del ’93.

Giletti era finito nel mirino della malavita dopo che nelle ultime puntate di Non è l’Arena, in onda su La7, aveva svelato la lista dei condannati per mafia rimandati a casa per il coronavirus. 

Da circa due settimane il giornalista è scortato dai carabinieri. Il provvedimento della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese si è reso necessario in seguito a una intercettazione di Graviano dell’11 maggio scorso.

Nel carcere di massima sicurezza il boss parlava di Giletti del magistrato Nino Di Matteo: “Il ministro fa il suo lavoro e loro rompono il cazzo”, diceva.

Parole pubblicate dal vice direttore dell’Espresso Lirio Abate, nel libro “U siccu – Matteo Messina Denaro: l’ultimo dei capi” e in seguito riportate da Repubblica.

La sera del 10 maggio

Secondo il Gom, il gruppo operativo mobile della polizia penitenziaria, “la sera del 10 maggio quasi tutti i detenuti al 41 bis erano davanti al televisore”.

Giletti aveva dedicato già diverse puntate al provvedimento del ministro Bonafede che aveva rimandato a casa oltre 300 boss mafiosi per l’emergenza coronavirus. Il 10 maggio Giletti aveva dato una lista di quelli che stavano per essere scarcerati.

Poi nel corso delle puntate era scoppiata anche la polemica sul mancato incarico al pm Di Matteo alla direzione del Dap.

Il commento di Giletti

“Sono molto dispiaciuto e non posso dire molto. È obbligatorio, non posso sottrarmi”, ha detto il giornalista raggiunto al telefono dal Corriere della Sera.

“Solo noto che questo provvedimento della scorta arriva dopo che un quotidiano nazionale ha riportato le parole del libro di Lirio Abate. Perché hanno preso questo provvedimento solo dopo che la notizia è stata pubblicata da un giornale?”.