Massimo Giuseppe Bossetti a Marita Comi: “Mi dicono ammazza bambini, non uccisi Yara”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Marzo 2015 7:30 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2015 20:14
Massimo Giuseppe Bossetti a Marita Comi: "Mi dicono ammazza bambini, non uccisi Yara"

Massimo Giuseppe Bossetti a Marita Comi: “Mi dicono ammazza bambini, non uccisi Yara” (foto Ansa)

BERGAMO – Massimo Giuseppe Bossetti era sempre disperato quando comunicava con la moglie Marita Comi: in un’intercettazione giura alla moglie di non poter essere l’assassino di Yara Gambirasio perché “avrebbe potuto essere nostra figlia”. In una lettera inviata dal carcere avrebbe raccontato alla donna la propria paura per le continue minacce ricevute dagli altri detenuti: “Mi chiamano mangia bambini”. Il dialogo tra Bossetti e la moglie è contenuto nell’ordinanza dell’inchiesta (pubblicata dall’Ansa) mentre la lettera è stata raccontata da Giuliana Ubbiali sul Corriere della Sera (la moglie ne avrebbe parlato in auto con la cognata, entrambe non sapevano che sul veicolo c’era una cimice).

Bossetti parla con la moglie. “Marita ascoltami…non ho mai causato niente in vita mia…mai! Non ho mai ucciso nemmeno un animale… mai… poteva esser nostra figlia.. se io vedo qualcuno che mette le mani…”. Sono le parole di Massimo Bossetti che (scrive l’Ansa), in un colloquio in carcere dello scorso 3 luglio, ribadisce alla moglie Marita Comi la propria innocenza. L’intercettazione è una di quelle agli atti dell’inchiesta che il pm di Bergamo Letizia Ruggeri ha chiuso lo scorso 26 febbraio in vista della richiesta di rinvio a giudizio di Bossetti, accusato di omicidio con le aggravanti della crudeltà e sevizie. Richiesta che dovrebbe arrivare attorno alla metà di marzo e sulla quale il gup, per una questione di scadenza dei termini di custodia cautelare, dovrebbe pronunciarsi entro il 16 giugno.

Prima di ripetere di non aver “mai ucciso”, Bossetti, come è riportato nell’atto di indagine ora depositato alla difesa, ricorda alla moglie di quando erano andati assieme a vedere il campo dove il 26 febbraio di quattro anni fa, venne trovato il cadavere di Yara e le difficoltà nel raggiungerlo: “Ti ricordi quella volta quando ti ho portato là? A Chignolo? Non sapevo neanche dov’era la strada…”. Un passaggio, questo, ritenuto “molto significativo” perché per inquirenti e investigatori, Bossetti “sembra mettere in evidenza quanto fosse stato difficoltoso per lui raggiungere il posto, quasi a giustificarne la non pregressa conoscenza”. Durante il colloquio, inoltre, la moglie chiede conto al marito delle bugie raccontate sulle sue malattie. “Perchè dicevi che andavi via a fare il tumore…avevi un tumore? Cosa cazzo hai detto? (…) Dovevi dire che c’avevi un tumore Massi? Che cazzate però Massi!”. Domande alle quali lui risponde ricordandole le sue “arrabbiature” per la mancanza di soldi. Cosa che lo avrebbe costretto a lasciare il cantiere per trovare lavori extra: “continuavi a dire …(…) ‘dovresti tirare su dei lavori che guadagniamo di più’, non è vero?”. Tale giustificazione secondo pm e carabinieri contrasterebbe con gli esiti degli accertamenti sui conti bancari della famiglia Bossetti, sui quali, al 30 novembre 2010, erano depositati “32.486,29” euro.

La lettera di Bossetti. Giuliana Ubbiali riferise la parole che il carpentiere di Mapello avrebbe indirizzato alla sua consorte: «Ciao amore, ti sto facendo tribulare per tutto», è l’inizio. Il carpentiere si sforza, le dice «cerco di farmi forza» ma «credimi, stando chiuso in queste quattro mura mi sembra di soffocare». Le scrive di come lo chiamano gli altri detenuti («ammazza bambini»), che ci sono «perfino scritte offensive sui muri», che tutto questo «mi porta alla disperazione». La ringrazia per l’intervista che ha rilasciato a Gente: «Sono fiero di te per le belle cose che hai detto nei miei confronti, le belle foto che hai permesso di pubblicare, sei bellissima, mi manchi da morire». Pensa alla famiglia: «Ce l’hanno rovinata, la mia vita non sarà più come prima. Credimi, qui dentro sono messo a dura prova, ma tenterò di andare avanti perché sto vivendo per il forte amore che c’è in me per te e per i nostri figli».