Massimo Giuseppe Bossetti, cellulare venduto nel 2011 ritrovato in Marocco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Gennaio 2015 17:47 | Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio 2015 17:47
Massimo Giuseppe Bossetti, cellulare venduto nel 2011 ritrovato in Marocco

Massimo Giuseppe Bossetti, cellulare venduto nel 2011 ritrovato in Marocco (foto Facebook)

BERGAMO – Un telefonino che era appartenuto a Massimo Giuseppe Bossetti è finito in Marocco. Ma gli investigatori che indagano sul caso di Yara Gambirasio (per il cui omicidio Bossetti è rinchiuso in carcere) sono riusciti a recuperarlo. Ora verranno analizzati i dati del traffico telefonico per vedere se ci sono elementi utili a verificare il coinvolgimento di Bossetti in questa storia.

Giuliana Ubbiali sul Corriere della Sera ripercorre tutti i passaggi del viaggio del cellulare:

Lui l’aveva venduto nel 2011. Era finito nelle mani di un nordafricano e da questo, nei passaggi tra parenti e amici, in quelle di altre tre persone. Gli investigatori hanno trovato molta collaborazione. Sono così risaliti al successivo proprietario, ci hanno parlato e lui ha detto a chi l’aveva venduto.

Così sono andati dalla seconda persona che, con la stessa disponibilità, a sua volta ha detto: «Non ce l’ho più, l’ho venduto a…». Stessa scena con gli altri due. Ma l’ultimo anello della catena bergamasca ha dato un’ulteriore informazione: «Il telefonino è in Marocco». Ha dato indicazioni ai militari permettendo di contattare chi l’aveva, per chiedergli di consegnarlo. Non era implicato in nessuna faccenda, avrebbe anche potuto sollevare qualche obiezione. Invece non ha fatto problemi. Il rientro del telefonino non poteva certo avvenire per posta o corriere. È passato per via consolare fino ad arrivare nei reperti messi sotto analisi. Gli accertamenti sono terminati, ad eccezione di quelli sul telefonino che Bossetti aveva addosso il giorno del fermo e che non era stato analizzato insieme agli altri sequestrati nella casa di Mapello.

È solo una parte delle verifiche compiute in questa inchiesta. Se ne conoscerà la reale portata solo a inchiesta chiusa. Presto. Intanto mancano ancora alcune relazioni. Come quella sui cellulari e sui computer dell’indagato, e l’informativa congiunta di polizia e carabinieri che tira le somme dell’indagine.