Massimo Giuseppe Bossetti getta ombre su Fulvio Gambirasio, padre Yara

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Febbraio 2015 14:53 | Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2015 14:53
Massimo Giuseppe Bossetti getta ombre su Fulvio Gambirasio, padre Yara

Yara Gambirasio

BERGAMO – Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello in carcere dallo scorso 16 giungo con l’accusa di essere l’assassino di Yara Gambirasio, nel tentativo di difendersi ha gettato ombre sul padre della ragazzina e addirittura arriva ad ipotizzare che ”sia il pm sia gli inquirenti” volessero ”inquinare le prove a suo carico”.

E’ quanto emerge dagli atti dell’indagine, appena chiusa, della procura di Bergamo, nella quale si sostiene ”senza ombra di dubbio” che a uccidere la tredicenne scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata morta 3 mesi dopo sia stato proprio il muratore. Bossetti, come risulta dalle intercettazioni di alcuni colloqui in carcere con i suoi familiari lo scorso agosto, aveva raccontato di aver accennato al suo legale di essere convinto che il padre di Yara, Fulvio Gambirasio, stesse nascondendo qualcosa di ”grosso” collocato alla Lopav dei fratelli Locatelli, in quanto, quando era andato nel cantiere di Palazzago per effettuare alcune riparazioni ”aveva notato che Fulvio non si era scomposto minimamente” vedendo le forze dell’ordine che in quei giorni stavano cercando la figlia.

Bossetti nel dialogo intercettato qualche mese fa ha anche aggiunto di aver parlato della questione con un uomo che lavorava con lui nel cantiere al quale aveva detto ”te, ma non ti sembra strano…c’è il padre qui a lavorare, mentre quando son in giro a cercare la sua ragazza!”.

In un altro colloquio, datato 27 agosto 2014, Bossetti, mostrando la sua ”insofferenza allo stato carcerario” alla moglie Marita Comi e al cognato aveva fatto alcune ”alquanto sintomatiche” affermazioni in merito ”alla possibilità che sia il pubblico ministero sia gli inquirenti avessero la volontà di (…ndr) inquinare le prove a suo carico anche ricorrendo al prelievo di campioni riconducibili a Yara, magari recuperandoli dalla sua abitazione”.