Massimo Giuseppe Bossetti: “Se son certi che è mio Dna su Yara è un guaio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Marzo 2015 17:43 | Ultimo aggiornamento: 1 Marzo 2015 17:43
Massimo Giuseppe Bossetti: "Se son certi che è mio Dna su Yara è un guaio"

Massimo Giuseppe Bossetti

BERGAMO – “Se sono certi è un guaio”. Si riferisce alle tracce del Dna trovate sugli slip e sui leggings di Yara Gambirasio, Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore di Mapello (Bergamo) accusato di aver ucciso la ragazzina scomparsa a Brembate Sopra il 26 novembre 2010 e ritrovata morta tre mesi dopo in mezzo alle sterpaglie di un campo a Chignolo d’Isola.

Bossetti, in una intercettazione agli atti dell’inchiesta della Procura di Bergamo appena chiusa, nel luglio scorso in un colloquio in carcere con i familiari parlando con la moglie Marita Comi e il cognato Agostino (fratello della donna), a un certo punto afferma: “Loro dicono che è stata picchiata sulla testa, seviziata, violentata”. E Marita: “No…no…no”. Bossetti prosegue: “Ed il mio Dna è sul…basta…la mia fregata è quello!”. E dopo aver negato qualsiasi sua responsabilità, il muratore aggiunge: “Però se son certi è un guaio!”.