Massimo Imbesi, il 35enne travolto e ucciso dai lapilli durante un’escursione sullo Stromboli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Luglio 2019 8:45 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2019 9:14
Massimo Imbesi, chi è il 35enne morto sullo Stromboli

Massimo Imbesi, chi è il 35enne morto sullo Stromboli

ROMA – Si chiama Massimo Imbesi, 35 anni, nato a Pace del Mela – dove la sorella gestisce un bar – ma da tempo residente a Milazzo, l’escursionista morto durante la violenta eruzione dello Stromboli di ieri, mercoledì 3 luglio.

La sera prima, a cena con gli amici, aveva parlato di voler scalare lo Stromboli insieme a un suo amico brasiliano. E il giorno dopo, nel pomeriggio, era iniziata l’escursione.

Ma il 35enne, mentre si trovava lungo una mulattiera, a Punta dei Corvi, nei pressi di Ginostra, è stato travolto all’improvviso da una pioggia di lapilli. Per lui non c’è stato nulla da fare. Il corpo di Massimo è stato recuperato solo nella tarda serata. L’amico brasiliano è rimasto illeso ma è ancora sotto choc.

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La magistratura ora sta valutando se fare eseguire l’autopsia o se sarà sufficiente l’esame esterno del medico legale. Secondo quanto si è appreso, all’altezza del torace è stato rilevato un grosso ematoma che Imbesi forse si sarebbe procurato cadendo violentemente su spuntoni di pietra lavica che caratterizzano l’isola. Caduta che potrebbe essere avvenuta mentre correva per mettersi in salvo o causata da intossicazione da fumo sviluppato dagli incendi.

Imbesi, allievo ufficiale di coperta, conosceva bene l’isola ma è rimasto vittima di una tra le più forti eruzioni dello Stromboli mai registrate dal 1985.

“Finalmente il mare, di nuovo il mare… quello più conosciuto e familiare però, quello che preferisco, quello della Spiaggia di Ponente di Milazzo, quello di casa….”. Così Massimo scriveva un anno su Facebook commentando la foto del proprio attestato conseguito come allievo ufficiale di coperta. Amava il mare e i vulcani. Ma la sua passione era proprio lo Stromboli. “Ieri mattina – rivela uno degli abitanti di Ginostra, Gianluca Giuffrè – l’ho visto assieme a un amico, un sudamericano molto alto. Stavano andando a fare delle foto del vulcano. Non lo conoscevo bene, ma lo vedevo sempre passare per i sentieri di Ginostra per degli scatti che erano la sua passione”. 

Fonte: Ansa, Agi, OggiMilazzo.it, Il Diario Metropolitano.