Massimo Sebastiani confessa e piange: “L’ho uccisa, era la mia ossessione”

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 8 Settembre 2019 16:10 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2019 16:31

Massimo Sebastiani ed Elisa Pomarelli (Twitter)

PIACENZA  – “L’ho uccisa io, era la mia ossessione”. Il giallo di Piacenza che da due settimane ha tenuto tutti con il fiato sospeso si è concluso nel peggiore dei modi: Elisa Pomarelli è morta, uccisa da Massimo Sebastiani, l’operaio di 45 anni al quale si stava dando la caccia e che è stato arrestato nella giornata di ieri, sabato 7 settembre, nascosto nel solaio di una casa sule colline piacentine.

Sebastiani, durante l’interrogatorio nella stanza del comando provinciale dei Carabinieri, davanti al comandante Michele Piras e alla pm Ornella Chicca, alla fine sbotta e ripete tra le lacrime: “L’ho uccisa, ho fatto una stupidaggine”.  Alle domande Sebastiani s’impappina, si agita sulla sedia e non riesce a rispondere. Non è facile spiegare quel gesto orrendo che gli inquirenti ritengono sia uscito d’impeto senza una premeditazione. Elisa potrebbe essere stata strangolata: il modo in cui è morta non è stato reso noto e verrà comunicato probabilmente a seguito dell’autopsia che verrà svolta nelle prossime ore. Durante l’interrogatorio, come scrive Repubblica, alle parole Sebastiani ha preferito e sostituire i gesti. Nel lungo interrogatorio ha detto di averla uccisa nel pomeriggio dell’ultima domenica di agosto dopo aver pranzato a “La tana del lupo”, un’osteria tra i vigneti del Gutturnio. Poi ha condotto lui stesso i Carabinieri sulla tomba di Elisa, consulente finanziaria che lavorava col padre e che spesso usciva con Sebastiani. 

Ai Carabinieri, Sebastiani ha indicato il punto esatto in cui ha seppellito il corpo, un bosco di quercie in un fossato difficile da raggiungere: per recuperarlo è stato necessario l’intervento di una squadra dei vigili del fuoco di Piacenza.

Arrestato per favoreggiamento  Silvio Perazzi, il padre di una ex fidanzata di Sebastiani

Le indagini si sono poi spostate in un’abitazione, in località Costa di Sariano, nel Comune di Gropparello, sull’Appennino piacentino. Qui sono state effettuate approfondite analisi scientifiche e rilievi. Il luogo è dove Elisa Pomarelli potrebbe essere stata uccisa per poi essere portata altrove. Una casa che risulta di proprietà di Silvio Perazzi, padre di una ex fidanzata del 45enne.

Perazzi è stato quindi arrestato in flagranza di reato di favoreggiamento personale: la sua posizione era già al vaglio degli inquirenti per aver aiutato il Sebastiani ad eludere le ricerche, consentendogli di nascondersi.

Al momento dell’arresto, dicono le forze dell’ordine, Sebastiani non ha opposto resistenza. E’ apparso molto provato dalle due settimane di latitanza, ed è scoppiato a piangere. “Si è detto pentito ed è stato molto collaborativo” raccontano gli inquirenti piacentini che hanno condotto un’indagine che va avanti da due settimane.

I punti da chiarire su una vicenda complessa rimangono però ancora molti: gli investigatori dovranno ricostruire dettagliatamente le fasi del delitto confessato da Sebastiani, e questi giorni di latitanza.

Da una prima ricostruzione pare che Elisa sia stata uccisa subito dopo il pranzo della domenica in cui poi è scomparsa. L’omicidio potrebbe essere stato la conseguenza e il culmine di un momento di ira durante una lite. Nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia sul corpo della ragazza, le cui amiche in serata sono accorse nella sede degli inquirenti per avere notizie: per lei, centinaia di persone si erano riunite giovedì sera a Borgotrebbia, per una fiaccolata di solidarietà. Fra loro anche la madre di Elisa che aveva lanciato un appello, alimentato da una speranza che adesso si è spenta definitivamente.

Elisa Pomarelli, le parole della sorella Debora

Della scomparsa di Elisa aveva parlato anche sua sorella Debora. In un’intervista a Repubblica la donna aveva detto che Sebastiani era pazzo di lei: “Era diventato geloso, mi chiedeva se lei frequentasse altre persone. Mai pensato però che potesse essere violento”.  Ed ora, dopo il ritrovamento, Debora ha mostrato tutto il suo dolore. Rovolgendosi alla sorella morta ha usato queste parole: “Ti ricordi quanto da piccole eravamo rimaste impressionate dal film del lupo mannaro e di quanto nella nostra testa eravamo convinte che abitasse al piano superiore della casa di nonna? Non abbiamo mai realizzato che il male potesse esistere davvero. Ora il Lupo ti ha presa, e né io né te lo abbiamo riconosciuto, perché era nella sue sembianze umane. Questa volta eri sola e io non riesco a darmi pace”. 

Fonte: Repubblica, Ansa