Torreglia, Massimo Tresoldi scende dalla bici e muore davanti agli amici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 novembre 2017 13:28 | Ultimo aggiornamento: 13 novembre 2017 13:28
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Torreglia, Massimo Tresoldi scende dalla bici e muore davanti agli amici

PADOVA – Ha fatto un giro in bici per i Colli Euganei, poi quando la comitiva si è fermata ha avuto un malore ed è morto. Massimo Tresoldi, stimato ginecologo di Padova, ha avuto un infarto che non gli ha lasciato scampo a Torreglia il 12 novembre. L’uomo, 54 anni, era appena sceso dalla bici al termine di un giro e si stava cambiando, quando si è accasciato in terra e per lui non c’è stato nulla da fare.

Gianni Biasetto sul quotidiano Il Mattino di Padova scrive che Tresodi lavorava da 22 anni nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale “Pietro Cosma” di Camposampiero, dov’era fra l’altro responsabile dell’unità semplice Gravidanza Alto Rischio. Poi l’arrivo a Torreglia e il malore.

“È successo in via Liviana, all’altezza del civico 4, nella frazione di Luvigliano di Torreglia, in prossimità della trattoria Da Lorenzo dove il gruppetto di appassionati del pedale, intorno alle 10 del mattino, aveva lasciato parcheggiate le auto per avventurarsi in bicicletta sulle strade dei colli. Tresoldi era appena sceso di sella, aveva appoggiato la bicicletta a una siepe e si accingeva a caricarla sull’auto per rientrare a casa per pranzare. Si stava cambiando la tuta, bagnata di sudore, quando si è improvvisamente accasciato a terra senza un lamento, sotto gli occhi degli amici”.

All’arrivo dell’ambulanza per Tresoldi non c’era più nulla da fare, se non dichiararne il decesso:

“Massimo Tresoldi abitava in città, in via Romagnoli nel quartiere Santa Rita. Il ginecologo lascia nel dolore la moglie Luisa Toniolo, un figlio sedicenne che frequenta le scuole superiori nel capoluogo e l’anziana mamma. Appassionato di sport. Tresoldi era uno sportivo a tutto tondo. Oltre al ciclismo, che praticava praticamente tutto l’anno con una predilezione particolare per gli itinerari sugli Euganei, il medico d’inverno coltivava la passione per lo sci e d’estate quella per il trekking sui sentieri di montagna. Per essere comodo alle piste di sci, si era preso un appartamentino a San Vito di Cadore (Bl) dove, nella stagione invernale, compatibilmente con i suoi impegni di lavoro a Camposampiero, passava con la famiglia quasi tutti i fine settimana. Gli amici. I bikers che ieri mattina erano con lui e lo hanno visto morire sono sconvolti, tutti parlano di una persona speciale, amante della vita e della professione che esercitava da più di un ventennio. Prima di specializzarsi in ostetricia e ginecologia, nel 1988 aveva conseguito la laurea in medicina all’Università di Padova con il massimo dei voti. Il ricordo. «Ha fatto nascere entrambi i miei figli, di Massimo io e mio marito avevamo una stima e una fiducia immensa», afferma commossa una delle sue tante pazienti”.

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