Matera, uccide la ex compagna davanti al figlio di 17 anni. Ci aveva già provato nel 2005

Pubblicato il 8 Dicembre 2010 10:03 | Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre 2010 14:56

”O mia o di nessuno”: è questa una delle frasi pronunciate, in preda alla gelosia, da Paolo Chieco, l’uomo di 53 anni che ieri sera a Matera ha ucciso l’ex convivente, Anna Rosa Fontana (38), con cinque coltellate, utilizzando una lama da macellaio da 40 centimetri. La frase – hanno riferito gli inquirenti – sarebbe stata detta nei giorni precedenti dall’uomo alla madre, nella cui abitazione Chieco si era rifugiato ieri sera dopo aver ucciso l’ex convivente e dove è stato rintracciato dalla Polizia.

Alla base dell’omicidio – secondo la prima ricostruzione – vi è il rifiuto della donna di incontrare Chieco dopo che l’ex convivente, nel pomeriggio di ieri, l’aveva vista in una zona centrale della città, in compagnia di un altro uomo. All’omicidio hanno assistito il figlio di 17 anni della donna (che non stava rientrando con lei a casa – come si era appreso in un primo momento – ma stava uscendo quando la madre si stava ritirando) e una sua amica, che ha chiamato il 112. Chieco aveva già tentato di uccidere la ex compagna il 13 luglio 2005, e per questo ha scontato in totale 20 mesi di reclusione (quattro in carcere e 16 ai domiciliari).

Chieco infatti aveva già ferito la donna il 13 luglio 2005 nell’androne del palazzo dove abitava. L’uomo tentò di uccidere l’ex convivente per un litigio cominciato dopo la decisione della magistratura di affidare la figlia della coppia, che allora aveva circa un anno, ai genitori della donna. Per il ferimento della ex convivente Chieco, il 7 novembre 2006 fu condannato dal gup di Matera a otto anni e quattro mesi di reclusione, per tentativo di omicidio. Attualmente Chieco era libero ma doveva rispettare una misura interdittiva secondo la quale non poteva avvicinarsi a Fontana.