Maternità: le 127 dove si rischia la vita a nascere, ma la gente le difende

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 febbraio 2015 12:53 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2015 14:19
Maternità dove si rischia la vita a nascere, ma la gente le difende

Maternità dove si rischia la vita a nascere, ma la gente le difende

ROMA – Sono 127 su 520 i punti nascita in Italia dove venire al mondo può essere pericoloso. Sono quelli in cui ci sono meno di 500 parti all’anno e, a detta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, andranno chiusi. Chiusi perché piccoli e quindi pericolosi, non dotati di strutture d’emergenza che possono salvare la vita ai neonati con difficoltà. Come successo alla piccola Nicole, la neonata morta 3 ore dopo la nascita in clinica nella vana ricerca di un posto letto in una struttura che potesse sbloccarne la crisi respiratoria.

Da anni si parla di chiudere queste strutture, lo chiederebbe anche l’Onu. Ma stavolta il ministro Lorenzin, a sua volta incinta, promette durezza: ”Non ci sarà nessuna deroga per la chiusura dei centri dove si realizzano meno di 500 nascite l’anno. E’ pericoloso partorire in strutture piccole – dice – e non voglio più sentire gli amministratori che mi chiedono deroghe per evitarne la chiusura”. Si parla di piccoli ospedali, che hanno punti nascita dove vengono al mondo meno di un neonato o due al giorno e non dotati di una terapia intensiva neonatale.

Sono strutture che ovviamente portano denaro e quindi sono difese dagli amministratori, ma anche dalla gente: più spazio, magari il lusso di una camera singola meno costosa. Ma senza un reparto d’emergenza.