Matrimoni di convenienza tra Vietnam e Italia, tre donne arrestate a Reggio Emilia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Giugno 2020 15:28 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2020 15:28
Matrimoni di convenienza tra Vietnam e Italia

Matrimoni di convenienza tra Vietnam e Italia, tre donne arrestate a Reggio Emilia

ROMA – Sono tre gli arresti ordinati dal gip di Reggio Emilia, Luca Ramponi nell’ambito dell’operazione condotta dalla polizia reggiana che ha smascherato un sodalizio criminale che organizzava matrimoni di convenienza tra Vietnam e Italia per ottenere permessi di soggiorno.

In manette due donne vietnamite, una 52enne residente a San Martino in Rio, in provincia di Reggio Emilia, e una 43enne residente a Modena, ora in carcere.

Mentre un terzo connazionale, un 43enne, residente a Milano, è latitante.

Sono accusati di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina; due italiani sono indagati a piede libero per lo stesso reato.

Matrimoni di convenienza, l’inchiesta

Dall’inchiesta – coordinata dal pm Giulia Stignani – è emerso che i tre intercettavano nel Paese asiatico donne e uomini che volevano trasferirsi in Italia e italiani, in particolare negli ambienti della Caritas (che ha collaborato con gli inquirenti) individuando persone compiacenti per le nozze di comodo per richiedere poi il ricongiungimento familiare.

Una volta ottenuto il permesso di soggiorno, spesso dopo qualche anno, la ‘finta coppia’ divorziava.

Costo richiesto per la pratica, 12mila euro, con una parte destinata agli italiani.

L’indagine è iniziata nel luglio 2018 quando l’ufficio immigrazione della questura reggiana, nell’ambito di alcuni controlli incrociati sui permessi di soggiorno, ha scoperto una coppia vietnamita che si era separata per sposarsi e venire in Italia.

Avevano due figli che sono stati divisi per andare a vivere nei nuclei familiari di comodo.

“Su circa 300 permessi di soggiorno controllati all’anno, circa 100 risultano poi fittizi a cui però non corrispondono altrettante denunce. Un matrimonio su tre è per ottenere il permesso di soggiorno, segno che questa è una piaga da contrastare”, ha detto il dirigente della squadra mobile, Guglielmo Battisti. (fonte ANSA)