Cronaca Italia

Matrimoni formula sprint: per sposarsi ora basta un corso breve di tre giorni

Matrimonio cattolico: per sposarsi ora basta un corso brevi di tre giorni

Matrimonio cattolico: per sposarsi ora basta un corso breve di tre giorni

ROMA – Arriva la versione breve del corso prematrimoniale per le coppie che vogliono sposarsi in una chiesa cattolica. Basterà infatti solo un weekend, tre giorni al massimo, che comprende anche il pranzo della domenica. Fino ad ora invece, per fare il corso prematrimoniale servivano almeno dieci incontri.

Vera Schiavazzi spiega su Repubblica i motivi per cui il corso prematrimoniale si è accorciato. La Chiesa spera in questo modo di venire incontro alle diverse esigenze delle “nozze cristiane”
“Qualche sito, come quello del santuario di Loreto, lo spiega diffusamente e si rivolge ai fidanzati “in situazioni particolari”, per esempio chi abita in città diverse e non potrebbe frequentare insieme tutte le lezioni. Qualcun altro preferisce restare sul vago, e così, telefonando ad Assisi, si parla di “weekend di preparazione”, che “molti parroci considerano utili come approccio alle nozze cristiane””.
(..) E sui blog le future spose consigliano: ‘Telefonate, spesso si liberano posti all’ultimo momento, c’è la “formula due più due” e quella di quattro giorni’. La diocesi di Prato ha abbassato il numero minimo di incontri per tutti: ora ne bastano sei. A Loreto oltre alla tre giorni residenziale, vitto e alloggio inclusi, si propongono due serate alla basilica di Santa Pudenziana per completare il percorso e ottenere il certificato. Anima don Gianmario Pagano, preferibilmente in inverno quando il flusso di pellegrini si fa meno intenso: si versa un acconto di 200 euro e ci si deve prenotare quanto prima”.
Per quanto riguarda lo sposo, i cambiamenti sono dovuti, spiega Repubblica
“Alla riluttanza di molti (…)a tornare in parrocchia e prendere appunti dopo anni di assenza”.
L’Osservatore Romano spiega invece che la “platea” è profondamente cambiata. A Milano, racconta un prete,
“Nelle nostre chiese, tra quelle che si presentano per sposarsi, le coppie conviventi sono circa il 95 per cento. Fra loro circa il 30 per cento ha già un figlio e non di rado è già sposata civilmente. Recentemente una coppia che accompagnava un gruppo di nubendi nella parte sud della provincia di Milano ci ha descritto la seguente composizione: su dieci coppie partecipanti, otto erano conviventi. Fra loro tre avevano almeno un figlio. Una, chiedeva il matrimonio religioso dopo 12 anni di convivenza e aveva già tre figli “.
E le spose? Spiega Repubblica che queste
” Sono preoccupate che il parroco sia tollerante ma anche calato nella parte (“Amiche — scrive elisa82 su un blog — sapete se c’è da fidarsi di don X? La chiesa è bellissima, ma mi hanno detto che durante una celebrazione gli è squillato il cellulare con la musica di Maracaibo…”). E per la “preparazione” resta davvero poco spazio. Così qualcuno sceglie il fai da te: ‘Noi qui a Padova lo abbiamo fatto con Frate Tuck, soprannominato così da quello di Robin Hood. Due incontri e ci ha salutato col diploma:’Per me siete pronti”. Però stasera viene a cena per provare la mia famosa pizza’. Unico neo: il corso sotto casa è gratis. Quello “full immersion” invece no. Che fare, se si sta già spendendo troppo per abito, fiori e bomboniere?”
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