I matrimonialisti: “I tempi di un divorzio in Italia sono da terzo mondo”

Pubblicato il 29 Novembre 2010 19:41 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2010 20:08

La legge che ha introdotto il divorzio nel nostro Paese è “una legge sacrosanta, forse la più importante del secolo scorso, che ha garantito anche agli italiani la libertà di sciogliere un matrimonio fallito quale alternativa agli annullamenti dei matrimoni in sede ecclesiastica”. E’ il commento del presidente degli Avvocati Matrimonialisti Italiani (Ami), Gian Ettore Gassani. ”Tuttavia – continua – la legge sul divorzio non è stata accompagnata da una adeguata organizzazione degli uffici giudiziari, dei servizi sociali e psicologici e della stessa avvocatura. Dal 1990 in poi vi è stato il boom di separazioni e divorzi nel nostro Paese, che ha segnato il collasso dei Tribunali. In Italia, salvo le eccezioni di Roma, Milano e Torino, non esistono sezioni specializzate in diritto di famiglia”.

I tempi per ottenere il divorzio in Italia sono per L’Ami “da terzo mondo” e “insopportabilmente lunghi se le parti non raggiungono un accordo consensuale: si passa dai 7 anni di Milano per arrivare ai 12 di Messina per ottenere lo stato libero. In ogni caso, anche per quanto concerne il divorzio esistono due Italie distinte: nel nord i divorzi sono esattamente il doppio di quelli del sud”. Gli italiani, aggiunge Gassani, “devono affrontare una via crucis per ottenere lo scioglimento degli effetti civili del matrimonio. E’ evidente che tali tempi processuali, che sovente finiscono con l’esacerbare gli animi dei coniugi in conflitto, facciano lievitare a volte a dismisura le spese legali.

Se i tempi fossero ridotti e addirittura fosse abrogata la fase della separazione (che in Europa esiste soltanto in Italia, Malta, Polonia e Irlanda del nord), le parcelle degli avvocati sarebbero molto più contenute. Spesso si è costretti a procedere con separazioni e divorzi consensuali non tanto perché si è raggiunto l’accordo quanto perché la gente non è in grado di sopportare tempi e costi di procedure tanto snervanti e incivili”. “L’Ami si sta battendo per varare il Tribunale della Famiglia, ridurre da tre anni a un anno il termine per chiedere il divorzio e per l’introduzione dei patti prematrimoniali, per i quali l’Associazione sta strutturando un disegno di legge che presenterà al Senato nel gennaio 2011” conclude.