Matrimonio nullo se marito è mammone: così dice Cassazione

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2014 16:25 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2014 16:26
Cassazione: se lui è troppo "mammone", il matrimonio si annulla

Cassazione: se lui è troppo “mammone”, il matrimonio si annulla

ROMA – Se lui è troppo “mammone”, il matrimonio si può annullare. Lo ha stabilito la Cassazione confermando la nullità delle nozze di una coppia di Mantova, a causa dell’attaccamento di lui alla mamma, giudicato “troppo intenso”.

Il legame dipendenza del marito dalla figura materna, scrivono i supremi giudici, “tale da generare problematiche sessuali e comportamenti anaffettivi verso la moglie, ignara di questa “patologia” del partner”, può essere causa di annullamento.

Il matrimonio celebrato nel 2007, era già stato annullato nel 2010 dal Tribunale ecclesiastico: test e perizie dimostravano per la Sacra Rota che il marito aveva sviluppato,  per via del particolare rapporto con la mamma, una

patologia produttiva dell’incapacità ad assumere l’obbligo di quella minima integrazione psico-sessuale che il matrimonio richiede con la conseguenza di un comportamento anaffettivo e indifferente nei confronti della moglie”.

Contro questa decisione si era opposta la moglie sostenendo che il marito era invece perfettamente al corrente delle magagne che lo affliggevano mentre era lei quella ad essere all’oscuro degli effetti negativi del legame ossessivo che l’uomo aveva con la mamma. Pertanto il matrimonio era perfettamente valido, con la conseguenza che la signora, con la separazione, avrebbe avuto diritto all’assegno di mantenimento o la possibilità di chiedere il risarcimento dei danni preclusale dall’annullamento.

La Suprema Corte – sentenza 19691 – ha dato torto alla moglie beffata, sottolineando che

“in un caso come quello in esame in cui l’altro coniuge ha determinato con la sua incapacità derivante da una patologia psichica, la invalidità del matrimonio concordatario si pone, sia pure ex post, una questione di effettività e validità del consenso che prevale sulla tutela dell’affidamento riposto dal coniuge inconsapevole al momento della celebrazione del matrimonio“.

In conclusione, secondo i supremi giudici, “non esistono ostacoli” al riconoscimento dell’efficacia della sentenza di nullità di queste nozze emessa dal Tribunale ecclesiastico regionale lombardo.

La donna è ora in attesa dell’esito della causa civile intentata davanti al Tribunale di Mantova contro il “mammone patologico”, che non può neppure essere considerato un ex marito. Chiede di avere un qualche risarcimento economico dopo il matrimonio bluff.