Matrimonio trash Colombo-Rispoli: licenziati 5 musicisti della banda della Polizia Penitenziaria

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Gennaio 2020 10:45 | Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio 2020 10:45
Matrimonio trash Tony Colombo e Tina Rispoli: licenziati 5 musicisti della banda della Polizia Penitenziaria

Matrimonio trash Colombo-Rispoli: licenziati 5 musicisti della banda della Polizia Penitenziaria (Foto Ansa)

ROMA – Cinque musicisti della banda musicale della Polizia Penitenziaria sono stati licenziati per aver suonato al matrimonio di Tony Colombo e Tina Rispoli. Matrimonio ribattezzato in stile neomelodico, ribattezzato “matrimonio trash” su molti organi di informazione. L’amministrazione penitenziaria ha disposto il licenziamento dei cinque ispettori trombettisti. Il matrimonio tra i cantante neomelodico siciliano Tony Colombo e la vedova di Gaetano Marino (ritenuto vicino alla Camorra) si è tenuto lo scorso 27 marzo a Napoli. Secondo quanto scrive l’Ansa, con il danno di immagine arrecato dagli ispettori sarebbe venuto meno il rapporto fiduciario con il Corpo della Penitenziaria.

La decisione è giunta a quasi dieci mesi dal matrimonio tra Colombo e la Rispoli. I cinque ispettori della Polizia Penitenziaria, tutti residenti in Campania, erano componenti la Banda Musicale del Corpo, che ha sede a Portici (Napoli), nella più antica scuola di formazione d’Italia della Penitenziaria. Vennero immortalati in una serie di video, girati dai fan e postati sui social, mentre suonavano la tromba in occasione del pomposo matrimonio.

A coinvolgerli, verosimilmente dietro compenso, fu un’agenzia che organizza eventi. Le immagini delle nozze, che ritraevano anche i trombettisti all’opera, divennero subito virali sul web e risultarono determinanti per incastrare gli ispettori a cui qualche giorno dopo le nozze vennero sequestrati gli strumenti e comunicata la sospensione in via cautelativa da parte del Dap che poi avviò gli accertamenti.

Le nozze sollevarono numerose polemiche e fatto anche scattare una indagine della Procura Antimafia partenopea, in particolare sul concerto andato in scena il giorno prima (il 26 marzo) in piazza del Plebiscito. Una esibizione registrata nell’apposito ufficio del Comune di Napoli come un flash mob ma, secondo gli investigatori, senza averne le caratteristiche. Il festoso corteo nuziale, con tanto di carrozza bianca trainata da cavalli, quel 27 marzo, bloccò letteralmente il traffico lungo corso Secondigliano.

“Il matrimonio di Tony Colombo e Tina Rispoli sia da monito”.

“Siamo certamente dispiaciuti per i destinatari dei provvedimenti e per gli effetti che da essi ne conseguiranno. Nel contempo siamo certi che quanto accaduto possa fare da monito per tutti gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria”. Così, in una nota, il presidente dell’Uspp Giuseppe Moretti, e il segretario campano Ciro Auricchio, commentano il licenziamento dei cinque ispettori della Polizia Penitenziaria componenti la banda musicale del Corpo, che lo scorso 27 marzo, presero parte come trombettisti alle cosiddette nozze trash celebrate nel Maschio Angioino di Napoli.

“Chiediamo alla signora Tina Rispoli di smetterla di prendere in giro i napoletani riguardo il ruolo del marito, elemento di spicco della criminalità organizzata di Secondigliano, finito nel carcere di Poggioreale, tra il 2004 e il 2005, con l’accusa di associazione camorristica”. Lo sottolineano, in una nota, il presidente dell’Uspp, Giuseppe Moretti, e il segretario campano dello stesso sindacato Ciro Auricchio. In relazione alle indagini della Procura di Napoli sul concerto di piazza Plebiscito, registrato al Comune come flash mob, che ha preceduto il matrimonio tra Colombo e la Rispoli, Moretti e Auricchio auspicano che “si faccia presto luce sulle responsabilità inerenti alle autorizzazioni concesse dal Comune”.

Tornando alla vicenda dei licenziamenti degli ispettori-musicisti, componenti della banda del Corpo della Polizia Penitenziaria, Moretti e Auricchio ricordano l’impegno quotidiano del sindacato “per la tutela della dignità professionale dei poliziotti penitenziari che espletano con senso di responsabilità ed onore le loro funzioni pubbliche. Il corpo di polizia Penitenziaria, alla pari delle altre Forze di polizia, contribuisce a garantire l’ordine e la sicurezza per la collettività, assicurando la corretta esecuzione delle misure restrittive della libertà personale ed operando spesso in condizioni ostili ed in assenza di adeguate risorse ma con diligenza, competenza e professionalità”. (Fonte Ansa).